Gruppo opzionale:
gruppo OPZIONALE Attività formative affini o integrative - (visualizza)
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18081 -
Archeometria
(obiettivi)
Il corso mira a fornire allo studente gli strumenti di base per lo studio archeometrico di un manufatto di interesse archeologico e/o storico artistico. Partendo dalla disamina di casi studio e da attività pratiche di laboratorio, si intende far comprendere allo studente che l’analisi scientifica (di tipo chimico, fisico, geofisico....) dei materiali costitutivi può aiutare a delineare in maniera più completa la storia e la conoscenza di un manufatto esaminato, seguendo il solo approccio storico, archeologico e storico-artistico. Il corso si propone di fornire le conoscenze essenziali di varie classi di materiali (pigmenti, metalli, vetri, ceramici, lapidei, da costruzione) e alcune tecnologie di produzione. L'obiettivo è quello di comprendere le peculiarità degli oggetti di interesse archeologico e storico-artistico e del loro degrado basandosi sullo studio dei materiali usati nel corso dei secoli a partire dalle civiltà antiche fino ad arrivare all'arte contemporanea.
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Erogato presso
18418 Scienza e tecnologia dei materiali in CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI (LMR/02 abilitante ai sensi del D.Lgs n.42/2004) LMR/02 SANTAMARIA Ulderico
( programma)
Pigmenti e coloranti naturali e artificiali. Materiali leganti: calci aerea e idraulica, cementi. Argille, terrecotte, ceramiche, vetri. Metalli e leghe. Cross sections. Microscopia ottica ed elettronica. Spettroscopia nel visibile e nell’ultravioletto. Tecniche di indagine fotografica UV, VIS, IR. Tecniche radiografiche. Diffrazione ai raggi X. Fluorescenza X. Metodi di datazione: datazione al radiocarbonio, analisi isotopiche di provenienza marmi, termoluminescenza. Cenni di prospezioni aeree, subacquee e metodi geofisici sulla terraferma.
( testi)
Testi: U. Leute, Archeometria, N.I.S. Roma 1993 A. Castellano, M. Martini, E. Sibilia (a cura di), Elementi di archeometria, Egea, Milano 2001 S. Siano (a cura di), Archeometria e restauro. L’innovazione tecnologica, Nardini editore, 2012 Aldo Napoli, Claudia Pelosi, Vittorio Vinciguerra, Principi di analisi spettroscopica con applicazioni ai beni culturali, Aracne Editrice, Roma, 2010, capitoli: II, IV, VI, VII, VIII, XII.
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ING-IND/22
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
18078 -
Scienza e tecnologia del legno
(obiettivi)
Nozioni di base per la conoscenza del legno. Capacità di identificazione macroscopica e microscopica. Caratteristiche fisiche e meccaniche, buone prassi per la conservazione. Legni impiegati nei Beni culturali
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Erogato presso
17963 Scienze e tecnologia del legno in CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI (LMR/02 abilitante ai sensi del D.Lgs n.42/2004) LMR/02 ROMAGNOLI Manuela
( programma)
Struttura macroscopica del legno: tessitura, fibratura, durame-alburno, caratteristiche organolettiche del materiale, anelli di accrescimento Struttura microscopica del legno: specie a legno omoxilo (conifere) ed eteroxilo (latifoglie). Organizzazione cellulare in tessuti xilematici. Caratterizzazione chimica. Identificazione macroscopica e microscopica dei legni più utilizzati nell’ambito dei beni culturali. Difetti originari del materiale: (nodi, deviazioni di fibratura, legni di reazione, fessurazioni…..). Datazione del legno: dendrocronologia, radiocarbonio, datazioni incrociate dendrocronologia-radiocarbonio (wiggle matching). Alterazione e degrado: alterazione per agenti abiotici (reazioni fotochimiche di superficie, scorrimento meccanico), degrado biologico (funghi agenti di carie, funghi cromogeni, batteri, insetti). Caratterizzazione fisica de legno: concetto di durabilità e di classi di utilizzo (cenni), massa volumica, relazioni legno acqua (ritiri, rigonfiamenti, isteresi igroscopica e di ritiro), legno elettricità, legno-suono, legno calore Caratterizzazione meccanica del legno: comportamento del materiale a sollecitazioni di compressione, flessione, usura, durezza, trazione, durezza et. Schede monografiche dei legni di maggiore impiego nei beni culturali. Caratterizzazione del degrado in legni storico-artistici e archeologici, modificazioni di struttural morfologica-chimica e fisica (wet-wood, legni invecchiati e mineralizzati). Principi di conservazione preventiva e criteri per il restauro Normativa tecnica UNI, EN, ISO di riferimento.
Laboratorio di identificazione macroscopica e microscopica dei legni, analisi dendrocronologiche, caratterizzazione fisica e meccanica.
Casi studio relativi alla dendrocronologia, alla identificazione e conservazione dei legni
( testi)
Nardi Berti (2006). Contributi Scientifico Pratici per una migliore conoscenza del legno Dispense Bonamini e Uzielli e Zanuttini: Dispense di Tecnologia del Legno, Università degli Studi di Firenze. Romagnoli M- Dendrocronologia per i Beni Culturali e l’ambiente. Nardini Editore. Gambetta A 2010. Insetti e Funghi che attaccano il legno. Nardini editore, Firenze. Liotta G. Insetti che attaccano il legno. Nardini editore Altri testi di riferimento Giordano G., 1984. Tecnologia del Legno Palanti S. 2013. Dispense distribuite a lezione dal docente. Normativa tecnica di riferimento Nocetti M. 2013. I Difetti del legno. Quaderni di Sherwood, Ecoalleco libri Borghini e Massafra (a cura di) 2002. Legni da Ebanisteria.
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AGR/06
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
18082 -
Linguistica generale
(obiettivi)
L’insegnamento di Linguistica Generale non è impartito nella scuola e quindi ha lo scopo di fornire al discente le competenze metodologiche e operative necessarie ad analizzare il comportamento linguistico dei parlanti di una lingua, comportamento attestato in dati scritti o orali, e a predire quella parte del loro comportamento linguistico che non è ancora attestato in dati disponibili: in breve la linguistica generale insegna a costruire quello che tradizionalmente è denominato “GRAMMATICA” di una lingua. La Grammatica scientifica di una lingua è rappresentabile come un insieme di predizioni, cioè di regole che – se correttamente formulate – permettono di costruire espressioni (frasi, testi orali o scritti) giudicati “accettabili” dai parlanti di quella lingua. Tali regole predittive si riferiscono in linea generale ai componenti grammaticali denominati fonetico-fonologico, lessicale, morfologico, sintattico e pragmatico. Ognuno di tali componenti richiede l’apprendimento di specifiche tecniche operative di analisi. Quindi non si insegnerà la grammatica normativa, non si insegnerà a scrivere/parlare in italiano o in altre lingue, non si insegnerà l’ortografia italiana o di altre lingue, ma si insegnerà a osservare il comportamento concreto dei parlanti (a prescindere se esso sia rispettoso o meno della grammatica normativa), a costruire una base di dati linguistica e ad usarla per costruire una grammatica, in senso scientifico, non normativo. Oltre alla lingua italiana, i dati linguistici verranno estratti anche da altre lingue europee e non, dipendentemente dalle competenze propedeutiche dei discenti. Parimenti verranno usati dati provenienti da lingue fittizie, sulle quali esercitarsi per estrarre le regole grammaticali, senza necessità – per ovvi motivi – che il discente abbia una previa conoscenza della lingua in questione. In sintesi: Obiettivi del corso sono: la conoscenza di metodi di fonetica, fonologia, morfologia e sintassi. la capacità di trascrivere foneticamente e analizzare fonologicamente, morfologicamente e sintatticamente una frase in italiano e una in una lingua a scelta dello studente.
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Erogato presso
17734 LINGUISTICA GENERALE in LINGUE E CULTURE MODERNE (L-11) L-11 0 LORENZETTI Luca
( programma)
Il corso consta di una sola sezione istituzionale, di 48 ore accademiche, durante la quale si presenteranno prima i contenuti generali, poi quelli relativi ai vari livelli dell’analisi linguistica, infine quelli relativi alla variazione e al mutamento delle lingue.
( testi)
1) G. Basile et al., Linguistica generale, Carocci. 2) E. Magni, Linguistica storica, Pàtron, capitoli 1, 2, 3 (pp. 9-39).
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L-LIN/01
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
18087 -
Tecnologia, innovazione e qualità
(obiettivi)
1) Il management: il management strategico; la competitività globale; il contesto socio-economico e tecnologico; risorse e vantaggio competitivo; strategie per imprenditorialità e innovazione. 2) Le tecnologie: le nuove tecnologie e il loro impatto economico, sociale e ambientale; le applicazioni delle nuove tecnologie ai processi produttivi; tecnologia e organizzazione della produzione: dal taylorismo al fordismo al toyotismo; i modelli organizzativi. 3) L'innovazione tecnologica: le origini dell'innovazione tecnologica; le fonti dell'innovazione; forme e modelli dell'innovazione; i cicli tecnologici; orientamento strategico all'innovazione. 4) I processi produttivi: il processo produttivo; le tipologie di processi produttivi; la produttività; logiche push e pull; Just in Time; lean production; modelli di gestione della produzione e risorse umane. 5) La qualità: definizione di qualità; storia della qualità; dal controllo alla gestione della qualità; i principi della qualità; la certificazione della qualità; qualità, ambiente, sicurezza. Risultati dell'apprendimento attesi 1) Conoscenza e capacità di comprensione. Conoscere i fattori strategici di successo di una impresa (qualità e innovazione tecnologica), l’organizzazione di un’impresa in termini di processi produttivi e l’innovazione tecnologica applicata agli stessi. 2) Capacità di applicare conoscenza e comprensione. Apprendimento degli strumenti elementari per giudicare l’efficienza e l’efficacia di un sistema aziendale, dei suoi processi produttivi e strategie orientate alla qualità e l’innovazione tecnologica. 3) Autonomia di giudizio. Saper individuare i fattori chiave di successo di un impresa e sapere applicare tali fattori in tutte le realtà imprenditoriali, sia di prodotti che di servizi. 4) Abilità comunicative. Capacità di comunicare le conoscenze acquisite e padronanza della materia. 5) Capacità di apprendimento. Capacità di trasferire le conoscenze acquisite attraverso l’applicazione di case study.
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Erogato presso
17067 TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, QUALITA' in ECONOMIA AZIENDALE (sedi di Viterbo e Civitavecchia) L-18 RUGGIERI Alessandro, SILVESTRI Cecilia
( programma)
Il corso fornisce le basi per gestire con successo i principali profili gestionali e tecnici connessi alle nuove tecnologie, all’innovazione tecnologica e alla qualità. SINTESI DEGLI ARGOMENTI 1) Il management: il management strategico; la competitività globale; il contesto socioeconomico e tecnologico; risorse e vantaggio competitivo; strategie per imprenditorialità e innovazione (prof. Silvestri 12h). 2) Tecnologia e organizzazione della produzione: dal taylorismo al fordismo al toyotismo; Le nuove tecnologie e il loro impatto economico, sociale e ambientale; le applicazioni delle nuove tecnologie ai processi produttivi; la digitalizzazione e l’automazione e l’impatto su occupazione e lavoro; i nuovi modelli produttivi e di organizzazione industriale: la nuova fabbrica (oppure l’industria 4.0) (prof. Ruggieri 12h) 3) L’innovazione tecnologica: le origini dell’innovazione tecnologica; le fonti dell’innovazione; forme e modelli dell’innovazione; i cicli tecnologici; orientamento strategico all’innovazione; dalla ricerca all’innovazione; innovazione e competitività; startup e spinoff (prof.ssa Silvestri 12h). 4) I processi produttivi: il processo produttivo; le tipologie di processi produttivi; i principali cicli produttivi; la produttività; logiche push e pull; Just in Time; lean production (Prof. Ruggieri 12h).
( testi)
Chiacchierini (2003) Tecnologia e Produzione. Cedam Dispende del docente
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SECS-P/13
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
18084 -
Archivistica generale
(obiettivi)
Lo studente avrà conoscenze e nozioni di base sulla formazione, gestione e conservazione dell’archivio. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso l’uso di libri di testo aggiornati, seminari interdisciplinari in cui lo studente viene coinvolto in modo diretto e attraverso la trattazione di alcuni dei temi relativi alle più recenti acquisizioni nel campo dell’archivistica generale. L’insegnamento si propone di fornire agli studenti una generale comprensione della evoluzione del documento dal contesto tradizionale analogico a quello digitale. Scopo dell’insegnamento è quello di introdurre il tema degli archivi, analizzando la teoria archivistica riferita all’ordinamento, all’inventariazione e ai sistemi informativi archivistici. Scopo dell’insegnamento è che i partecipanti acquisiscano conoscenze archivistiche e organizzative e comprendano le regole base della formazione, gestione e conservazione degli archivi. Obiettivo formativo dell’insegnamento è quello di sviluppare conoscenze relative al: documento, forme del documento, storia degli archivi, conservazione degli archivi, uso e valorizzazione dei fondi archivistici.
Risultati di apprendimento attesi (1) 1 - L’insegnamento si propone di fornire agli studenti una generale comprensione della evoluzione degli archivi dal contesto tradizionale analogico a quello digitale. 2 –Lo studente verrà introdotto al tema degli archivi, analizzando sistemi tecnologicamente avanzati di descrizione archivistica che si basano, a livello di organizzazione, su una solida teoria archivistica.
Risultati di apprendimento attesi (2) 3 - Questo tipo di studio permetterà di acquisire capacità per sviluppare conoscenze relative a: documento forme del documento, storia degli archivi, conservazione degli archivi, uso e valorizzazione dei fondi archivistici. 4 – Lo studente potrà comunicare con proprietà e con terminologia appropriata, sia oralmente che su testo scritto, tematiche relative agli archivi, inoltre attraverso gli strumenti metodologici acquisiti egli sarà in grado di valutare le diverse tipologie di archivio e muoversi all’interno di un archivio anche per finalità di ricerca storica. 5 - Oltre alla tradizionale didattica, la continua sollecitazione dello studente a intervenire nelle discussioni durante le lezioni frontali e nell’illustrazione dei casi studio, rappresenta la modalità più consona a conseguire capacità di comprensione.
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NICOLAI Gilda
( programma)
Il corso è organizzato in due parti, una teorica e una esercitazione in archivio che è parte integrante del corso stesso. La prima parte prima illustra i principi e le definizioni di base, la struttura dell’archivio e gli strumenti per la formazione dell’archivio; una seconda riguarda l’archivio storico con specifica attenzione alle attività necessarie alla sua fruizione. Con particolare riferimento alla prima parte il corso include i seguenti temi: problemi di terminologia, il concetto di documento archivistico, le tipologie documentarie, il sistema e le fasi di gestione dei documenti, la classificazione d’archivio, la registrazione dei documenti, il trasferimento dei documenti e la gestione dei depositi archivistici, la selezione, la natura e l’evoluzione dei sistema di gestione documentaria e della disciplina archivistica, le definizioni di archivio, la struttura degli archivi, la tipologia dei soggetti produttori, i principali riferimenti normativi, le regole per l'ordinamento e la descrizione in ambiente nazionale, lo sviluppo degli standard internazionali, l'applicazione dei principi generali della descrizione nei progetti di informatizzazione. La seconda parte riguarderà una esercitazione di schedatura di materiale d’archivio. A seguito dell'esercitazione, lo studente dovrà realizzare una tesina che presenterà all'esame. Le diapositive delle singole lezioni in formato pdf verranno inviate periodicamente dal docente ai soli studenti frequentanti. Gli studenti che non possono frequentare le lezioni sono invitati a contattare l'insegnante per un colloquio sul programma degli esami e per ricevere informazioni sui testi d’ esami e sui materiali didattici.
( testi)
P. Carucci, M. Guercio, Manuale di Archivistica, nuova edizione, Carocci, 2021 F. Valacchi, Diventare archivisti, Editrice bibliografica, 2015 I. Zanni Rosiello, Gli archivi nella società contemporanea, Il Mulino, 2009 G. Nicolai, Il consorzio antitubercolare di Viterbo e le sue carte 1927-1975, Civita editoriale, 2020
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M-STO/08
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
18132 -
Storia del teatro e dello spettacolo
(obiettivi)
Lo studente acquisisce una conoscenza dei lineamenti generali della storia del teatro e dello spettacolo, in particolar modo di quello contemporaneo, con una specifica attenzione alle intersezioni tra il suono, la voce e la scena.
Risultati di apprendimento attesi: Al termine del corso gli studenti saranno in grado di 1. riconoscere le caratteristiche salienti delle diverse epoche della storia del teatro e dello spettacolo e le trasformazioni dello spazio teatrale 2. analizzare le trasformazioni di concetti quali teatro, rappresentazione, performance, attore, drammaturgia, spettatore 3. saper interpretare la complessità dello spettacolo contemporaneo e dei suoi linguaggi anche in relazione alle altre arti 4. individuare, riconoscere ed analizzare criticamente le principali figure della vocalità e i loro esiti drammaturgici, come declinati dagli artisti cui è dedicato il corso di quest’anno
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Erogato presso
15280 STORIA DEL TEATRO E DELLO SPETTACOLO in SCIENZE UMANISTICHE (L-10) L-10 Del Gaudio Vincenzo
( programma)
Lo studente affinerà la capacità di riconoscere e analizzare le diverse forme dello spettacolo contemporaneo a partire dagli inizi del Novecento fino ad arrivare ai nostri giorni con partioclòare riferimento al teatro di Artuad, e alle sue rifunziolalizzazione conntemporeee. Inoltre lo studente riuscirà a capire il contributo del teatro di Artaud sul teatro contemporaneo a 100 anni dalla sua formulazione. L parte generale analizzerà il teatro del Novecento mentre la parte monografica il lavoro di Artaud.
( testi)
L. Mango, Il novecento del teatro, Roma Carocci, 2019 (solo i capitoli 1,2,3,4,5,6,8)
- A. Artaud, Il teatro e il suo doppio, Torino, Einaudi, 1968 (o qualsiasi altra edizione) - A. Artaud, Per farla finita con il giudizio di Dio, Milano, Mimesis, 2019 (o qualsiasi altra edizione) - Dispense distribuite durante il corso
Letture consigliate - M. De Marinis, La danza alla rovescia di Artaud il secondo teatro della crudeltà, 1945-1948, Roma, Bulzoni, 2006. - F. Acca, Fare Artaud. il teatro della crudeltà in Italia (1935-1970), Spoleto, Editoria & Spettacolo, 2019. - C. Pasi, Artaud Attore, Torino Bollati e Boringhieri, 2000 - J. Derrida, Forsennare il soggettile, Milano, Absconditia, 2006.
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L-ART/05
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Attività formative affini ed integrative
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18133 -
Teorie e tecniche del linguaggio filmico
(obiettivi)
Obiettivo del corso è fornire agli studenti gli strumenti basilari per la comprensione della sintassi del linguaggio filmico e per lo sviluppo di una capacità di lettura critica di film e contenuti audiovisivi.
Il corso passerà in rassegna le principali fasi e figure della produzione cinematografica, dalla scrittura al montaggio – analogico e digitale - fino alle più recenti tecniche di postproduzione; saranno analizzate e sperimentate in aula le fondamentali figure sintattiche del film, dal campo/controcampo al piano sequenza, con esempi da opere centrali per la storia del cinema; il linguaggio del film sarà discusso in rapporto alle modalità di narrazione e produzione contemporanee più recenti e vitali, come quelle dei contenuti virali per il marketing, delle web series e di brand seriali come l’universo cinematografico Marvel.
Il corso, oltre ad una ricognizione teorica che tenga conto di movimenti e autori della storia del cinema, si concentrerà in modo particolare sulla pratica di realizzazione di un film, attraverso un’esperienza diretta in aula di tecniche di ripresa, piani e inquadrature. E’ previsto il contributo di professionisti del settore che, raccontando la loro esperienza, potranno fornire uno sguardo più diretto sulla pratica del fare cinema oggi e sulle prospettive professionali che si aprono grazie al digitale.
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Erogato presso
18537 TEORIE E TECNICHE DEL CINEMA DIGITALE in COMUNICAZIONE, TECNOLOGIE E CULTURE DIGITALI (L-20) L-20 0 NENCIONI Giacomo
( programma)
Prima parte. Il linguaggio e la produzione.
1. La fase progettuale del film – Soggetto e trattamento; 2. La sceneggiatura; 3. La fase organizzativa; 4. I ruoli chiave: il regista; 5. I ruoli chiave: Il direttore della fotografia; 6. I ruoli chiave: Il montatore; 7. Campi e piani; 8 Le inquadrature e i movimenti di macchina; 9. La grammatica del montaggio; 10. Le questioni tecniche del montaggio tra analogico e digitale; 11. La postproduzione e la color correction; 12. Gli effetti speciali dall’analogico al digitale; 13. La computer grafica e il 3D.
Seconda parte. Il panorama contemporaneo.
1. La produzione tra tv, cinema e media digitali; 2. Media digitali e broadcast: un nuovo panorama; 3. Video virali e web popularity; 4. Le webseries e le loro prospettive; 5. La scrittura di contenuti per il web; 6. Tra intrattenimento e marketing: brand entertainment; 7. La serializzazione del cinema e il film come brand; 8. Le nuove forme di racconto seriale tra tv, cinema e web: Netflix e gli altri;
( testi)
Manuale:
S.Bernardi, L'avventura del cinematografo: Storia di un'arte e di un linguaggio, Venezia, Marsilio, 2007
Più un volume a scelta fra:
- G. Alonge, G. Carluccio, Il cinema americano contemporaneo, Bologna, Laterza, 2015.
- A. Bazin, Che cosa è il cinema, Milano, Garzanti Libri, 1999.
- G. Frezza, Figure dell’immaginario, mutazioni del cinema dall’analogico al digitale, Cava de’ Tirreni, Areablu Edizioni, 2015.
- J. Mittel, Complex Tv. Teoria e tecnica dello storytelling delle serie tv, Roma, Minimum Fax, 2017.
- G. Nencioni, Lo specchio nero, Roma, SeFaP Libri, 2017.
- G. Pescatore, V. Innocenti, Le nuove forme della serialità televisiva. Storia, linguaggio e temi, Bologna, Archetipo, 2008.
- F. Vitella, Il montaggio nella storia del cinema. Tecniche, forme, funzioni, Venezia, Marsilio, 2009.
- C. Uva, Il sistema Pixar, Bologna, Il Mulino, 2017
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L-ART/06
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
18422 -
Culture digitali e social media
(obiettivi)
back end valutando, simultaneamente, gli impatti delle strategie sui pubblici/fruitori. Un secondo obiettivo è quello di garantire l’importanza della multidisciplinarietà nell’ecosistema digitale e, dunque, formare il discente al fine di farlo operare in più ambiti: sociologico, mediatico, politico – istituzionale, aziendale.
-Empowerment delle capacità critiche della valutazione dell’autorevolezza delle fonti. -Rafforzamento della propensione alla proattività e al pensiero creativo. -Miglioramento e consolidamento delle competenze nell’ambito della cultura digitale. -Sviluppo di nuove competenze (metodologiche, tecniche, relazionali) relative a ogni social media trattato all’interno del corso. -Problem solving: individuazione degli strumenti digitali più appropriati alle necessità del contesto oggetto d’interesse. -Produzione di contenuti attraverso i media digitali e le TIC per creare conoscenza. -Raggiungimento della completa padronanza nell'utilizzo di social media, piattaforme editoriali e applicazioni Web-based.
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Erogato presso
17435 CULTURE DIGITALI E SOCIAL MEDIA in COMUNICAZIONE, TECNOLOGIE E CULTURE DIGITALI (L-20) L-20 0 Zizza Michele
( programma)
Il corso prevede una prima parte (20 ore) dedicata all'introduzione delle teorie della comunicazione e della sociologia e alla loro declinazione nel contesto contemporaneo. Una seconda parte del corso (20 ore) sarà dedicata all'applicazione di queste teorie nello scenario digitale e all'analisi dei mezzi (strategie e piattaforme) e dei pubblici. Una terza parte del corso (8 ore) si concentrerà su una attività pratica che vedrà gli studenti esercitarsi nella realizzazione di format digitali con linguaggi diversi: politico, istituzionale, aziendale.
( testi)
PER CHI FREQUENTA
Mobile journalism. Come progettare, girare, montare e distribuire video professionali con il telefonino e... poco altro. N. Piro. Centro di Documentazione Giornalistica. 2018.
Platform Society, valori pubblici e società connesse. Ed. Italiana. A cura di G. Boccia Artieri e A. Marinelli. Guerini Scientifica. 2019.
PER CHI NON FREQUENTA
La cittadinanza online. L. Ceccarini. Il Mulino. 2015.
Mobile journalism. Come progettare, girare, montare e distribuire video professionali con il telefonino e... poco altro. N. Piro. Centro di Documentazione Giornalistica. 2018.
PA Social: Viaggio nell'Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione. F. Di Costanzo. Franco Angeli. 2015
Platform Society, valori pubblici e società connesse. Ed. Italiana. A cura di G. Boccia Artieri e A. Marinelli. Guerini Scientifica. 2019.
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SPS/08
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Attività formative affini ed integrative
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ITA |
118605 -
il suolo come patrimonio culturale
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