BOTONDI Rinaldo

Professore Associato 
Settore scientifico disciplinare di riferimento  (AGR/15)
Ateneo Università degli Studi della TUSCIA 
Struttura di afferenza Dipartimento di DIBAF - Dipartimento per la Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali 

Orari di ricevimento

Lunedi 10.00-12.00 Venerdi 10.00-12.00

Curriculum

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM PROF. RINALDO BOTONDI Dati Personali Nato il 30/03/1962 a PAVIA(PV) Codice fiscale BTNRLD62C30G388Z Indirizzo @ rbotondi@unitus.it Telefono ufficio 0761-357500 Posizione accademica Qualifica Professore Associato Universitario Anzianità nel ruolo 30/10/2015 Sede universitaria Università degli Studi della TUSCIA di Viterbo Dipartimento Dipartimento per l’Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali Ruolo attualmente ricoperto: Il Prof. Botondi è risultato vincitore di concorso ed ha preso servizio in qualità di Professore Associato dello SSD Agr/15 presso il Dipartimento DIBAF dell’Università degli Studi della Tuscia a decorrere dal 30 ottobre 2015. Altre informazioni relative al percorso scientifico e professionale Notizie Professionali (precedenti al ruolo attuale) - dal febbraio 1984, anno di entrata in servizio presso l’Università della Tuscia, fino al mese di marzo 1993 il Prof. Botondi ha ricoperto il ruolo di Agente Tecnico (ex V qualifica funzionale) - dal 1993 fino al mese di luglio 2000 ha ricoperto il ruolo di Collaboratore Tecnico (ex VII q.f.). - dal 05/07/2000 fino al 27/12/2004 ha assunto il ruolo di Funzionario Tecnico Scientifico (ex VIII q. f.). - dal 27/12/2004 al 29/10/2015 ha ricoperto il ruolo di Ricercatore Universitario Studi Universitari - 1990 Laurea in Scienze Biologiche presso la Facoltà di Scienze Biologiche dell'Università della Tuscia di Viterbo; - 1999 Titolo di Dottore di Ricerca, ottenuto con la menzione "onorevole", rilasciato dall'Istituto Nazionale Politecnico di Tolosa (Francia) nella specialità di Biologia Cellulare e Molecolare Vegetale. Titolo della tesi discussa in lingua francese: Caractérisation de melons transgeniques exprimant un gene antisens de l'ACC Oxidase. Etude de la composition biochimique et de l'activité d'enzymes de degradation de la paroi. Commissione esaminatrice Europea: F. Romojaro (CSIC - Murcia, Spagna); F. Mencarelli (Università di Viterbo); J. C. Pech (ENSA di Tolosa, Francia); A. Latché (ENSA di Tolosa, Francia); M. Bouzayen (ENSA di Tolosa, Francia); P. Tonutti (Università di Padova). Abilitazione Professionale - 1992 Abilitazione all'esercizio della professione di Biologo Attività svolta in Ateneo - 2005-2014 Membro del Collegio di Dottorato di Ricerca di Ateneo in “Biotecnologie degli Alimenti” in maniera continuativa; - 2013 Delegato del Rettore a presiedere la Commissione Welfare di Ateneo (D. R. n. 86/13); -2014 Responsabile per l’Orientamento degli studenti delle scuole secondarie superiori. ATTIVITÀ SCIENTIFICA L'attività scientifica del Prof. Rinaldo Botondi è stata svolta presso l'attuale Dipartimento per la Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari ed Ambientali dell'Università della Tuscia di Viterbo; inoltre dal 1995 al 1999 prevalentemente presso i laboratori dell'Ecole Nationale Supèrieure Agronomique di Tolosa (Francia) utilizzando le borse di studio, il Progetto Galileo, stages su invito e missioni all'estero, per permettere la realizzazione del dottorato di ricerca. I temi affrontati dal Prof. Botondi hanno riguardato soprattutto aspetti tecnologici e qualitativi del settore della conservazione dei prodotti ortofrutticoli così come problematiche fisiologiche, biochimiche e biologiche legate al controllo della maturazione e della senescenza di alcuni frutti. Inoltre è stata particolarmente approfondita la tematica di ricerca che ha preso in esame uve sottoposte a nuove tecniche di appassimento per l'ottenimento di vini da dessert ed in questo ambito sono stati realizzati studi qualitativi, metabolici e fisiologici su vari aspetti legati alla biologia della sovra maturazione dell'uva. A complemento degli argomenti precedenti, è stato anche realizzato uno studio, principalmente microbiologico, legato ai comuni ambienti di stoccaggio di alcuni prodotti (uve appassite e nocciole) con il fine di concorrere a migliorare la sicurezza e garanzia della qualità del frutto. Nell’ambito delle tematiche relative al settore Industriale Agroalimentare sulla Sicurezza e Salubrità degli Alimenti e degli Ambienti di conservazione/lavorazione degli stessi, il Prof. Botondi si è anche dedicato in questi ultimi anni allo studio delle applicazioni delle Tecnologie dell’Ozono in campo alimentare con lo scopo di valutarne gli effetti indotti per preservare la qualità del prodotto (ortofrutticoli interi, parzialmente processati e trasformati), per garantire condizioni di salubrità controllate e per permettere di ottenere una shelf-life ed una qualità più duratura. Più analiticamente, a partire dagli anni del proprio Dottorato di Ricerca, la produzione scientifica del Prof. Botondi è stata rivolta principalmente ai seguenti settori di ricerca: A) Ricerche svolte sull'uva e sulla postraccolta/sovramaturazione dell'uva Le variazioni delle condizioni climatiche non consentono di avere una garanzia di quantità e qualità dell'uva posta in appassimento in campo. Da qui l'importanza e l'adozione di tecniche di sovra maturazione fuori pianta che si risolvono in fenomeni di più o meno intensa disidratazione delle uve. Tra le nuove tecnologie utilizzate è stata sperimentata presso i nostri laboratori una nuova tecnica che prevede la possibilità di controllare in continuo i parametri di temperatura, U.R. e velocità dell'aria nel corso della disidratazione (disidratazione in tunnel). Il principio di questa tecnica si basa sulla riduzione dell'umidità relativa e della temperatura che si accompagna ad un aumento della movimentazione dell'aria attraverso le uve; queste regolazioni permettono di ottenere tempi di disidratazione molto più rapidi, intervenendo, nel contempo, sul profilo finale di volatili e di polifenoli delle uve. Da queste uve si otterranno poi vini passiti o "rinforzati". In questo ambito abbiamo posto la nostra attenzione allo studio dell'intensità dello stress idrico nel corso della disidratazione ed è stato verificato come questa influenzi lo sviluppo dell'aroma attraverso fenomeni di attivazione di fermentazioni alcolica e lattica (Malvasia, Tebbiano, Sangiovese) piuttosto che gliceropiruvica (Gewurztraminer). E' stata poi approfondita la verifica dei tempi di disidratazione di differenti uve poste in appassimento stabilendo l'importanza del controllo accurato di questi soprattutto nelle uve delle varietà più aromatiche (Aleatico). L'ausilio di nuove tecnologie quali NIR, naso elettronico ed NMR, strumentazioni a disposizione presso i laboratori DIBAF, hanno permesso di valutare l'evoluzione della disidratazione della bacca ed il profilo dei volatili in maniera non distruttiva. Studi metabolici hanno preso in esame i fenomeni di perossidazione lipidica a carico delle membrane cellulari: questi fenomeni determinano una modificazione del panorama dei composti C6 attraverso l'azione di alcuni enzimi chiave quali la lipossigenasi, l'idrossiperossiliasi e la ADH causando, nello stesso tempo, reazioni di catabolismo aminoacidico. In uve della var. Aleatico poste in appassimento è stata studiata l'influenza di trattamenti con etilene e con 1-MCP (1 metilciclopropene), inibitore della sintesi dell'etilene, per verificare il loro effetto sulla formazione dei principali volatili caratterizzanti l'aroma tipico di queste uve ed il profilo antocianico, polifenolico e terpenico delle stesse. Sempre in uve rosse Aleatico sottoposte a disidratazione è stata studiata l'influenza di trattamenti con etilene sull'azione di alcuni enzimi di parete [PG (poligalottorunasi), PME (pectinmetilesterasi), galattosidasi e glicosidasi] con il fine di valutare l'effetto di questi sui metabolismi legati alle componenti metaboliche caratterizzanti questa tipologia di uve. In uve var. Grechetto, sottoposte a differenti temperature di disidratazione e differenti livelli di disidratazione, è stato studiato il metabolismo degli isoflavoni e di alcune molecole considerate markers dell'appassimento, oltre all'evoluzione di polifenoli e carotenoidi. In uve var. Aleatico sottoposte a differenti tempi e temperature di appassimento è stata inoltre studiata l'evoluzione dell'attività e dell'espressione genica di ADH nel corso dell'appassimento, indicando l'importanza della necessità di un accurato controllo delle temperature di disidratazione al fine di evitare stress metabolici indotti. B) Studio del rammollimento dei frutti nel corso della maturazione Questo settore di ricerca è stato sviluppato approfonditamente a partire dal principale oggetto di studio della tesi di dottorato svolta in Francia che ha preso in considerazione la caratterizzazione chimica e qualitativa dei frutti di melone ACC ossidasi antisenso, incapaci di produrre etilene in quanto bloccati geneticamente nell'espressione dell'enzima precursore di questo ormone, comparati a quelli "wild tipe", con il fine di ottenere frutti a lunga conservazione e con caratteristiche organolettiche preservate. Oltre ai parametri qualitativi (zuccheri, acidità, contenuto di carotenoidi nella polpa e di clorofilla nell'epicarpo) fisiologici (produzione di etilene) l'attenzione è stata rivolta ad una serie di enzimi di parete cellulare coinvolti nel rammollimento del melone (pectin-metilesterasi, arabinopiranosidasi, ß-galattosidasi, poligalattorunasi). ed alla caratterizzazione genica della endo ed eso-poligalattorunasi e della xiloendotransglicosilasi. Alcuni studi sono stati realizzati considerando anche il metabolismo del rammollimento a seguito di trattamenti dei frutti antisenso di melone con basse dosi di etilene. Studi successivi in frutti di albicocca hanno preso in esame gli effetti di trattamenti con 1-MCP (1-metilciclopropene), inibitore del segnale di trasduzione dell'etilene a livello del suo sito di legame, per valutare il controllo del danno da impatto sulla parete cellulare ed il potenziale coinvolgimento in questo processo dello stress ossidativo mediante le analisi delle attività SOD e POD. Ancora sullo stesso frutto, varietà "San Castrese", è stata studiata l'influenza del trattamento con 1-MCP sul controllo della maturazione e le potenzialità dell'utilizzo di tecniche non distruttive quali la NMR, il VIS NIR ed il naso elettronico. In frutti di pesca è stata studiata la cinetica delle glicosidasi dopo trattamento con propilene. Ancora in albicocca sono stati esaminati gli aspetti qualitativi e le attività di alcuni enzimi glicosidasici e della PME in frutti trattati con 1MCP piuttosto che con propilene ed è stata anche verificata l'influenza dell'inibitore sulla produzione dei volatili. Sulla banana sono stati studiati gli effetti dello 1 MCP fornito prima e dopo trattamento con etilene verificando, in relazione al tipo di trattamento, rispettivamente il blocco totale o parziale di alcune caratteristiche qualitative del frutto (quali l'evoluzione del colore dell'epicarpo , della consistenza e degli zuccheri) nel corso della maturazione del frutto. C) Ricerche svolte nel settore della conservazione degli ortofrutticoli Questo settore è stato ampiamente trattato attraverso una serie di ricerche che hanno preso in considerazione varie condizioni di conservazione di alcuni ortofrutticoli. Frutti di albicocca raccolti a differenti stadi di maturazione sono stati stoccati in ambienti confinati a differenti temperature e in una atmosfera con bassi tenori di ossigeno per definire le più idonee condizioni di conservazione. Tuberi di tartufo sono stati stoccati a differenti temperature ed ad alta concentrazione di anidride carbonica per definire l'effetto del gas e della temperatura sulla conservabilità del prodotto. Ancora in tartufo è stata verificata l'influenza dell'atmosfera modificata realizzata attraverso l'utilizzo di films plastici provvisti di differenti caratteristiche di permeabilità. In pesca è stato studiato l'effetto della durata di differenti esposizione al sole di frutti trattati, dopo la raccolta, con 1-MCP, CO2 e N2 per valutare l'evoluzione del contenuto totale di carotenoidi. Sempre in frutti di pesca sono state studiate le cinetiche degli enzimi lipossigenasi e ADH che sono coinvolti nella formazione di alcuni composti che caratterizzano una buona parte del profilo aromatico del frutto, quali i C6 e gli esteri. In castagna sono state valutate le più idonee condizioni di "curatura" utilizzando differenti rapporti di volumi di acqua, differenti pH e tempi di permanenza in acqua al fine di preservare le caratteristiche organolettiche nel corso della conservazione. In frutti di kiwi conservati per un breve periodo a temperatura ambiente ed a 0°C per un periodo più lungo, sono stati valutati aspetti qualitativi con l'ausilio della tecnologia MRI (risonanza magnetica a spettroscopia di immagine). In frutti di IV gamma di pesca e nettarine e di spinacio sono stati valutati gli aspetti qualitativi e nutrizionali dei prodotti a seguito della conservazione in atmosfera modificata di azoto e basso ossigeno (pesca) ed in atmosfera normale all'interno di vaschette biodegradabili derivate dall'acido polilattico dopo lavaggio con ozono (spinacio). D) Risposta fisiologica e metabolica a vari tipi di stress Dal momento della raccolta fino alla fase della distribuzione al dettaglio, i prodotti ortofrutticoli subiscono una serie di stress che possono provocare uno scadimento qualitativo e nutrizionale fino allo scarto del prodotto stesso. Alcune microlesioni rappresentano inoltre soluzioni di continuità per l'entrata di patogeni. D'altra parte alcuni metabolismi secondari possono essere stimolati positivamente da taluni tipi di stress. In melone invernale conservato a basse concentrazioni di ossigeno ed alta anidride carbonica e mela conservata in ULO sono stati verificati disordini qualitativi. In frutti di albicocca sono stati valutati gli effetti di trattamenti gassosi estremi con 100% di CO2 e azoto puro e di basse concentrazioni di ossigeno e di trattamenti con 1MCP realizzati a temperatura ambiente, con l'obiettivo di valutare gli effetti sulla fisiologia postraccolta, utilizzando anche tecnologie non distruttive quali NMR, NIR e naso elettronico. In frutti di albicocca var. San Castrese è stata studiata l'influenza della temperatura sull'evoluzione dell'etilene indotto dal danno da impatto analizzando frutti sottoposti a differenti altezze di urto. Un'altra ricerca condotta sempre in albicocca ha studiato il danno da impatto di frutti precedentemente trattati con 1-MCP, utilizzando metodiche non distruttive. In tartufo conservato per 29 giorni a 2°C in alta concentrazione di anidride carbonica e basso ossigeno sono stati evidenziati a fine prova effetti di minore deterioramento determinati da una parziale attivazione del metabolismo anaerobico con conseguente aumento protettivo biotico ed abiotico delle poliammine. In frutti di actinidia conservati a 0 e 16°C in atmosfera ULO (1 %O2) ed in normale AC (2 % O2+ 5 % CO2) per differenti periodi è stata valutata la produzione di etilene, la consistenza, i solidi solubili totali e l'attività enzimatica di ADH (alcool-deidrogenasi), PDC (piruvato decarbossilasi), LDH (lattato deidrogenasi e GPT (alaninamminotransferasi) enzimi normalmente coinvolti nel metabolismo anaerobico. In un lavoro su espianti di castagno è stato studiato il ruolo svolto da trattamenti con acido salicilico, identificando questa molecola come fattore coinvolto nella trasduzione del segnale al nucleo cellulare e sono stati effettuati trattamenti con etilene ed AVG (amminoetossivinilglicina), inibitore biosintetico dell'etilene, per valutare le risposte metaboliche e molecolari indotte nel processo di difesa della pianta. E) Garanzia di sicurezza e qualità di prodotti ortofrutticoli Questo settore di ricerca è stato sviluppato a seguito di un progetto biennale finanziato dall'ISPESL (Istituto per la Sicurezza e Prevenzione dei luoghi di lavoro) che ha visto il DIBAF collaborare con lo stesso Ente per valutare le contaminazioni microbiche e tossinogene su prodotti di uve poste in appassimento e relativo ambiente di stoccaggio e su nocciole, linea di lavorazione e celle di stoccaggio delle stesse. Dai risultati ottenuti si può rilevare con certezza che il controllo di temperatura e U.R. mediante l'uso di deumidificatori e la corretta movimentazione dell'aria ambientale risultano operazioni fondamentali al fine di ottenere una efficace riduzione della proliferazione microbica (batteri e miceti) sia per le uve poste in appassimento che per le nocciole nelle varie fasi di lavorazione. F) Applicazioni della tecnologia dell’ozono nel settore agroalimentare Una interessante e stimolante tematica di studio realizzata a partire dall’inizio del 2010 ha preso in esame l’applicazione di una nuova tecnologia che utilizza ozono, come trattamento gassoso degli ortofrutticoli, fornito, dopo la raccolta dei prodotti, in cella frigorifera o disciolto in acqua, per il lavaggio degli ortofrutticoli di IV gamma (frutta ed ortaggi tagliati o leggermente processati) in alternativa all’utilizzo dei tradizionali metodi classicamente utilizzati, (tra i quali ad esempio gli agenti clorinati), che, rispetto all’ozono, rilasciano tracce di residui “dannosi” sia nell’alimento che nelle acque di lavaggio. La ricerca, iniziata come detto nel 2010 ed, attualmente, in fase di ulteriore sviluppo, intende verificare le modificazioni qualitative che possono intervenire nella preparazione per il mercato di frutta ed ortaggi, (esempio spinacio fresco e cotto), a seguito di trattamenti di lavaggio con ozono in soluzione acquosa, con il proposito di accrescere le conoscenze dei fenomeni chimico-fisici che si realizzano e di individuare margini di intervento migliorativi da predisporre in processi industriali già esistenti. In una recente sperimentazione è stato inoltre valutato l’effetto di trattamenti gassosi postraccolta su uve da vino (var. “Pignola”) con bassi dosaggi di ozono e successiva disidratazione con lo scopo di determinare le caratteristiche qualitative e microbiologiche delle uve e, in particolare, di verificare l’efficacia dell’utilizzo dell’ozono combinato alla tecnica dell’appassimento controllato, sul metabolismo dei composti nutraceutici. Attribuzione di incarichi di ricerca (fellowship) ufficiale presso Atenei e Istituti di ricerca, esteri e internazionali, di alta qualificazione 09/1995 - 03/1996 Ricerca Ecole Nationale Superieure Agronomique de Toulouse (France) - Inst. National Polytechnique (Borsa C.N.R. - bando n° 203.06.50) 06/1997 - 07/1997 Ricerca Ecole Nationale Superieure Agronomique de Toulouse (France) Inst. National Polytechnique (C.N.R.- Short term fellowships - delibera del Consiglio di Presidenza CNR n° 618 del 18/07/96) Attribuzione di incarichi di revisore conferiti dal MIUR Incarico di Revisore /preselezione) di due Progetti dei Bandi “Futuro in Ricerca 2012” D. D. 12 gennaio 2012 n. 3/ric e “Futuro in Ricerca 2013” D.M. 28 dicembre 2012 n. 956/ric. Incarico di Revisore di un Progetto del Programma “SIR” D.D. 23 gennaio 2014, prot. n. 197 Responsabile scientifico di Contratti di Ricerca 2012 - “Studio di tempi e temperature di trattamento idonei all’abbattimento della carica microbica e di Salmonella in particolare nel processo di tostatura delle nocciole” realizzato con la ditta Stelliferi & Itavex di Caprarola (VT); 2014 - “Studio delle caratteristiche qualitative e microbiologiche di frutti di arancia lavati con acqua ozonizzata nella filiera del condizionamento” realizzato con la Società SAIM SERVICE srl con sede a Latina Titolarità Progetti di Ricerca (ex 60%) - (ruolo ricercatore) Il Prof. Botondi è stato responsabile di Progetti di Ricerca ex 60% concessi dall'Università della Tuscia con regolare continuità a partire dall'entrata in servizio come Ricercatore. 2005 Responsabile del Fondo per la Ricerca Scientifica di Ateneo (ex 60%) dal titolo "Mantenimento della qualità e della sanità delle uve e salubrità dell'ambiente di appassimento per la produzione di vini speciali". 2007 Responsabile del Fondo per la Ricerca Scientifica di Ateneo (ex 60%) dal titolo "Mantenimento della qualità e della sanità di uve e nocciole e della salubrità degli ambienti di lavorazione delle nocciole e di appassimento di uve per la produzione di vini speciali". 2008 Responsabile del Fondo per la Ricerca Scientifica di Ateneo (ex 60%) dal titolo "Studio fisiologico, tecnologico e biochimico di enzimi coinvolti nella formazione degli aromi di uve sottoposte a tecniche di appassimento". 2009 Responsabile del Fondo per la Ricerca Scientifica di Ateneo (ex 60%) dal titolo "Studio degli effetti di trattamento con 1metilciclopropene e differenti concentrazioni di etilene sulla conservazione e maturazione di frutti di banana". 2010 Responsabile del Fondo per la Ricerca Scientifica di Ateneo (ex 60%) dal titolo "Caratterizzazione qualitativa di spinacio e melone di IV gamma sanitizzati con ozono e confezionati in films plastici tecnologicamente innovativi nel corso della conservazione". Partecipazione scientifica a progetti di ricerca internazionali e nazionali, ammessi al finanziamento sulla base di bandi competitivi che prevedano la revisione tra pari 2008 PRIN Gestione di precisione del microclima del grappolo durante la maturazione e in disidratazione postraccolta per il miglioramento delle caratteristiche aromatiche e nutrizionali dell'uva per la produzione di vino Titolo UO: Studio dei parametri tecnologici di disidratazione postraccolta con tecniche biochimiche e tecnologie non distruttive per la caratterizzazione qualitativa e nutrizionale di uve Nebbiolo e Aleatico 2002 PRIN La qualità nutrizionale ed aspetti salutistici della pesca Titolo UO: Studio dei carotenoidi in frutti di pesco in relazione allo sviluppo del colore e dell'aroma e influenza dell'apprezzamento da parte dei bambini 2000 PRIN Aspetti biochimici e molecolari della qualità dei frutti di pesco Titolo UO: Influenza dell'etilene sulla qualità nutrizionale e aromatica delle pesche: studio chimico e biologico molecolare dei carotenoidi e analisi della frazione volatile mediante GC-MS e naso artificiale 1998 PRIN Aspetti biochimici e molecolari della maturazione dei frutti di pesco Titolo UO: Influenza dell'attività delle glicosidasi e della lipoossigenasi sulla componente aromatica di alcune cv di pesche durante la maturazione in pianta e in postraccolta 2009-2012 PSR UMBRIA Misura 124 Realizzazione di una linea di prodotti ortofrutticoli freschi pronti ed una linea di IV gamma, tutti coltivati e trasformati in Umbria. 2012-2015 PSR UMBRIA Misura 124 Innovazione nei Processi di Trasformazione e Conservazione dei prodotti Ortofrutticoli 2010 Progetto MIPAAF TRacciabilità della filiera ACTINidia mediante l'integrazione di tecnologie non distruttive con sistemi di ricezione wireless con sensore all'infrarosso e rete informatica 2008 Progetto Bilaterale MIUR Italia-Spagna Rapido controllo della qualità durante la disidratazione dell'uva e la vinificazione di vini dolci per mezzo di tecnologie non distruttive quali NIR-AOFT, naso elettronico e sensore a fluorescenza (Harvest Watch) 2007 Progetto PRAL Il Kiwi nel Lazio: Innovazioni in punti critici della filiera dalla pianta al consumatore 2004 Progetto Bilaterale MIUR Italia-Spagna Modulazione della formazione di aromi nella maturazione dell'uva per la produzione di vini aromatici 2004 Progetto MUVON-MIPAAF Innovazione tecnologica per la gestione della maturazione/disidratazione postraccolta delle uve di vitigni autoctoni per la produzione di vini passiti, o speciali, di qualità 2003 Progetto MIPAAF Studio e ottimizzazione della Filiera corilicola dell'area Cimino-Sabatina 2003 Progetto ISPSEL Caratteristiche del rischio di esposizione a specie fungine ed altri microrganismi di elevata tossicità in ambienti confinati ed individuazione della misure di sicurezza 2000 Sottoprogetto Postraccolta MIPAAF Il ruolo dell'etilene nel rammollimento e nella perdita di aroma durante la distribuzione dell'albicocca 1999 Progetto UE EUROTRUFFE (Contratto FAIR CT98-9556) Improvement of organoleptic quality of European Truffle 1997 Progetto GALILEO Cooperazione Scientifica Italia - Francia Qualità di meloni transgenici a bassa produzione di etilene ATTIVITÀ DIDATTICA Incarichi di docenza ufficiali presso la Facoltà di Agraria ed il DIBAF dell'Università della Tuscia di Viterbo (consultabili su http://www.agraria.unitus.it/docenti.asp; http://www.dibaf.unitus.it/web/index.asp). Anno Accademico 2005/06 il Prof. Botondi è docente titolare del corso di Tecnologie di Condizionamento e Distribuzione degli Alimenti (6CFU) nel I° livello della Laurea in Tecnologie Alimentari - Curriculum Ristorazione e Distribuzione degli Alimenti (sede Velletri) e di Tecnologie e Biotecnologie Postraccolta (4CFU) Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie presso la Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia. Anno Accademico 2006/07 il Prof. Botondi risulta titolare dei corsi di Tecnologie e Biotecnologie Postraccolta (4CFU) Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie presso la Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia, di Tecnologie di Condizionamento e Distribuzione degli Alimenti (6CFU) nel I° livello della Laurea in Tecnologie Alimentari - Curriculum Ristorazione e Distribuzione degli Alimenti (sede Velletri) e Gestione e Controllo della Postraccolta dell'Uva (6CFU) - Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agroalimentari Università della Tuscia.. Anno Accademico 2007/08 il Prof. Botondi conferma la titolarità nel corso Tecnologie e Biotecnologie Postraccolta (4CFU) Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie ed assume ancora l'incarico del corso Gestione e Controllo della Postraccolta dell'Uva (6CFU) - Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agroalimentari Università della Tuscia. Anno Accademico 2008/09 il Prof. Botondi risulta titolare del corso Fisiologia e Biotecnologie della produzione e della Post-raccolta (5CFU) Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie e assume ancora l'incarico del corso Gestione e Controllo della Postraccolta dell'Uva (6CFU) - Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agroalimentari Università della Tuscia. Anno Accademico 2009/10 il Prof. Botondi risulta titolare del corso Fisiologia e Biotecnologie della produzione e della Post-raccolta (5CFU) Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie, assume l'incarico del corso Gestione e Controllo della Postraccolta dell'Uva (6CFU) - Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Agroalimentari Università della Tuscia e del corso Biotecnologie della Conservazione degli Alimenti Vegetali (6CFU) del Corso di Laurea Magistrale Interfacoltà in Biotecnologie Agrarie ed Industriale delle Facoltà di Agraria e Biologia. Anno Accademico 2010/11 il Prof. Botondi risulta titolare del corso Biotecnologie della Conservazione degli Alimenti Vegetali (6CFU) del Corso di Laurea Magistrale Interfacoltà in Biotecnologie Agrarie ed Industriale delle Facoltà di Agraria e Biologia. Anno Accademico 2011/12 il Prof. Botondi risulta titolare del corso Biotecnologie del Postharvest (6CFU) del Corso di Laurea Magistrale in Sicurezza e Qualità Agroalimentare - LM70. Anno Accademico 2012/13 il Prof. Botondi risulta titolare del corso Biotecnologie del Postharvest (6CFU) del Corso di Laurea Magistrale in Sicurezza e Qualità Agroalimentare - LM70 e del corso Laboratorio di Tecniche di analisi degli Alimenti Vegetali (3CFU) del Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Agrarie ed Ambientali - LM7 Anno Accademico 2013/14 il Prof. Botondi risulta titolare del corso di Biotecnologie del Postharvest (6CFU) del Corso di Laurea Magistrale in Sicurezza e Qualità Agroalimentare - LM70; Anno Accademico 2014/15 il Prof. Botondi risulta titolare del corso di Biotecnologie del Postharvest (6CFU) del Corso di Laurea Magistrale in Sicurezza e Qualità Agroalimentare - LM70.