D'ANNIBALE Alessandro

Professore Associato 
Settore scientifico disciplinare di riferimento  (AGR/13)
Ateneo Università degli Studi della TUSCIA 
Struttura di afferenza Dipartimento di DIBAF - Dipartimento per la Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali 

Orari di ricevimento

Martedì 11:30-14:30 (Studio Docente)

Curriculum

CURRICULUM
Alessandro D’Annibale
Dati personali
Data e luogo di nascita: 11-01-1964 Roma
Residenza: Viterbo.
Telefono: 0761/357368
Fax : 0761/357242
E-mail: dannib@unitus.it
ORCID: http://orcid.org/0000-0002-4000-663X
ISI Web of Science: http://www.researcherid.com/rid/F-7225-2010
Scopus ID: 7003662309
Google Scholar: http://scholar.google.it/citations?user=ZlIJxocAAAAJ&hl=it

Istruzione
1982. Maturità Classica conseguita presso il Liceo “Luciano Manara” di Roma.
1988. Laurea in Scienze Agrarie conseguita presso l’Università degli Studi della Tuscia con votazione 110/110 e lode presentando una tesi sperimentale dal titolo: “Preparazione e parziale caratterizzazione di complessi umo-enzimatici sintetici”, relatore Prof. Giovanni Giovannozzi Sermanni.
1989. Abilitazione alla professione di Dottore Agronomo.
1997. Laurea in Scienze Biologiche conseguita presso l’ Universita` degli Studi della Tuscia con votazione 110/110 e lode presentando una tesi sperimentale dal titolo: “Caratterizzazione di acque reflue di frantoio e degradazione dei sistemi aromatici in esse contenuti”, relatori Dott. Raffaele Saladino e Prof. Giovanni Giovannozzi Sermanni.
2002. Doctorate of Phylosophy (PhD) in Microbiology all’Imperial College at Wye Università di Londra. Date 28/02/2003 (Allegato n. 1).
Corsi Frequentati
• Scuola Nazionale di Scienza delle Proteine. Società Italiana di Biochimica, 22-30 Agosto 1988 Siena.
• Meeting su tecniche di utilizzo di apparecchiature per misure fotosintetiche in pieno campo, 1990 Roma.
• VIII Corso di Aggiornamento su Tecniche Elettroforetiche e Cromatografiche, Montelibretti 19-22 Marzo 1991.
• Anticorpi Monoclonali nella diagnostica Agroalimentare, 29. Marzo - 2 Aprile Viterbo 1993.
• Corso Umetrics su “Multivariate Data Analysis: general course”, 27-29 Giugno 2012.
• Corso Umetrics su “Design of Experiments (DOE)”, 19-21 Giugno Vicenza 2013.
Competenze linguistiche
• Certificazione International English Language Testing System (IELTS, Academic) rilasciata dal British Council in data 30/09/1997 (Certificate number: 97IT0072D’AA264A) (Allegato n. 2).
• Conoscenza scolastica della lingua tedesca
Esperienza
1990. Vince il Concorso relativo al posto di Funzionario Tecnico (VIII Qualifica Funzionale) per le discipline afferenti al raggruppamento disciplinare G07A (ex 146), presso il Dipartimento di Agrobiologia ed Agrochimica dell’Università degli Studi della Tuscia e nell’aprile del 1990 viene chiamato a prestare servizio quale Funzionario Tecnico.
2000. Viene dichiarato vincitore del Concorso Riservato per Ricercatore Confermato (legge 4/99) per le discipline afferenti al raggruppamento AGR13 (ex G07A) ed entra in servizio presso il Dipartimento di Agrobiologia ed Agrochimica dell’Università degli Studi della Tuscia.
2014. Nella prima tornata dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, ottiene l’abilitazione per il ruolo di Professore Associato nel settore concorsuale 07/E1 (Chimica Agraria, Genetica Agraria e Pedologia).
2014. Nella prima tornata dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, ottiene l’abilitazione per il ruolo di Professore Ordinario nel settore concorsuale 07/E1 (Chimica Agraria, Genetica Agraria e Pedologia).
2014. Nella prima tornata dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, ottiene l’abilitazione per il ruolo di Professore Associato nel settore concorsuale 05/I1 (Genetica e Microbiologia).
2015. Entra in servizio presso il DIBAF nel ruolo di Professore Associato per le discipline afferenti al raggruppamento AGR13
Attività didattica
1991 Viene dichiarato cultore delle materie Biochimica Agraria, Chimica analitica Agraria, Chimica della Fertilizzazione, Chimica Forestale, Chimica Agraria, Fisiologia delle Piante Coltivate, Fisiologia Vegetale, Uso e Riciclo delle Biomasse e Nutrizione Minerale delle Piante.
1991/92, 1992/93, 1993/94, 1994/95, 1995/96. Svolge esercitazioni pratiche ed attività seminariali nell’ambito del corso di Biochimica Agraria presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi della Tuscia, nel corso delle quali vengono affrontati gli aspetti teorico-pratici relativi alle seguenti tecniche: (i) Cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC); (ii) Elettroforesi su gel di poliacrilammide (PAGE) (iii) Determinazione della fotosintesi netta tramite analizzatore di gas ad infra-rosso (IRGA); (iv) Tecniche di dosaggio dell’attività enzimatica mediante spettrofotometria UV-Vis e polarografia. (v) Applicazione della luminometria alla determinazione dell’adenosintrifosfato (ATP).
1991-2000. E’ membro delle Commissioni di Esame dei corsi di Biochimica Agraria e Chimica Analitica Agraria.
Assiste nello sviluppo e nell’impostazione delle varie fasi sperimentali di diversi tesisti tra i quali si ricordano i dottori: Elena Di Mattia, Teodora Ciurluini e Roberto Tommasone nella Facoltà di Agraria. È stato recentemente correlatore di tesi sperimentali discusse dalle dott.sse Tiziana Fabianelli e Emanuela Passini, Chiara Pesciaroli, Rosella Forliti, Rosa Storri, Mariangela Giubilei e dei Dott. Raffaello Verardi, Gianluca Caruso e Simone Maria Gemini nella Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università della Tuscia.
• Negli Anni Accademici 1998/99 e 1999/2000 svolge il ruolo di Coordinatore delle esercitazioni pratiche nell'ambito del Corso di Chimica Agraria Vegetale del Diploma in Biotecnologie Agrarie dell'Università di Roma La Sapienza.
• Nell’AA: 2000-2001 è docente incaricato di Chimica Agraria Vegetale nel corso di DU in Biotecnologie Agro-industriali dell’Università di Roma La Sapienza (Polo di Latina) (5 + 5 CFU).
• Nell’AA 2000-2001 è docente incaricato di Biochimica nel corso di DU in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2001-2002 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA. 2002-2003 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2002-2003 è docente incaricato di Chimica Agraria nel corso di Laurea in Biotecnologie Agrarie dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2002-2003 è docente incaricato di Chimica Analitica Agraria nel corso di Laurea in Tecnologie Alimentari dell’Università degli Studi della Tuscia (9 CFU).
• Nell’AA 2003-2004 è docente incaricato di Analisi Chimico Agrarie nel corso di Laurea II° livello in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2003-2004 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2004-2005 è docente incaricato di Chimica Agraria nel corso di Laurea in Biotecnologie Agrarie dell’Università degli Studi della Tuscia (5 CFU).
• Nell’AA 2004-2005 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2004-2005 è docente incaricato di Analisi Chimico-Agrarie nel corso di Laurea Magistrale in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2005-2006 è docente incaricato di Chimica Agraria nel corso di Laurea in Biotecnologie Agrarie dell’Università degli Studi della Tuscia (5 CFU).
• Nell’AA 2005-2006 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2005-2006 è docente incaricato di Analisi Chimico-Agrarie nel corso di Laurea Magistrale in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2006-2007 è docente incaricato di Chimica Agraria nel corso di Laurea in Biotecnologie Agrarie dell’Università degli Studi della Tuscia (5 CFU).
• Nell’AA 2006-2007 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2006-2007 è docente incaricato di Analisi Chimico-Agrarie nel corso di Laurea Magistrale in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA. 2007-2008 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2008-2009 è docente incaricato di Analisi Chimico-Agrarie nel corso di Laurea Magistrale in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA. 2008-2009 è docente incaricato di Biochimica nel corso di Laurea in Produzioni Animali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA. 2009-2010 è docente incaricato di Biochimica Agraria nel corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA. 2012-2013 è docente incaricato di Biochimica Forestale nel corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU)
• Nell’AA. 2013-2014 è docente incaricato di Biochimica Forestale nel corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU)
• Nell’AA 2013-2014 è docente incaricato di Chimica e Biochimica Alimenti (5 CFU) Scienze e Tecnologie Alimentari
• Nell’AA 2014-2015 è docente di Biochimica Forestale (15615) nel corso di Laurea DIBAF-SFAL/T- SCIENZE FORESTALI E AMBIENTALI (L-25) dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2014-2015 è docente di Chimica e biochimica degli alimenti - Chimica dei composti organici di interesse alimentare (16235) nel corso di Laurea DIBAF-TAE/LT-TECNOLOGIE ALIMENTARI ED ENOLOGICHE (L-26) dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2015-2016 è docente di Biochimica Forestale (15615) nel corso di Laurea DIBAF-SFAL/T- SCIENZE FORESTALI E AMBIENTALI (L-25) dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2015-2016 è docente di Chimica e biochimica degli alimenti - Chimica dei composti organici di interesse alimentare (16235) nel corso di Laurea DIBAF-TAE/LT-TECNOLOGIE ALIMENTARI ED ENOLOGICHE (L-26) dell’Università degli Studi della Tuscia (6 CFU).
• Nell’AA 2016-2017 è docente di - Chimica - Chimica dei composti organici di interesse alimentare- modulo I (17756) nel corso di Laurea DIBAF-TAE/LT-TECNOLOGIE ALIMENTARI ED ENOLOGICHE (L-26) dell’Università degli Studi della Tuscia (3 CFU).
• Nell’AA 2016-2017 è docente di - Chimica - Chimica dei composti organici di interesse alimentare- modulo II (17756) nel corso di Laurea DIBAF-TAE/LT-TECNOLOGIE ALIMENTARI ED ENOLOGICHE (L-26) dell’Università degli Studi della Tuscia (2 CFU).
• Nell’AA 2016-2017 è docente di - Analisi Chimica di matrici Agro-alimentari nel corso di Laurea Magistrale in "Scienze e Tecnologie Alimentari" (Classe LM-70) inter-ateneo

Altre attività didattiche
- Valutatore di tesi di Dottorato internazionale nel 2011 presso l’Università Autonoma di Barcellona (UAB, Spagna)
- Membro del Collegio di valutazione di un Dottorato Internazionale nel 2011 presso L’Università Autonoma di Barcellona (UAB, Spagna).
- Membro del Collegio di Valutazione di un dottorato internazionale nel 2016 l’Università Autonoma di Madrid (UAM, Spagna)
- Visiting scientist all’Università di Campinas S. Paulo (Brasile) ove lo scrivente ha tenuto un corso della durata di 6 ore su aspetti biochimici e molecolari dell’enzima laccasi.
- Membro del Collegio docente di Dottorato Scienze, Tecnologie e Biotecnologie per la Sostenibilità - Ateneo proponente: Università degli Studi della TUSCIA DOT1335540 dal 2013 ad oggi.
- Membro del Collegio docente di Dottorato in Scienze Ambientali – Ateneo proponente: Università degli Studi della TUSCIA DOT0335572- dal 2008 al 2012
- Invited speaker all’Università di Mogi das Cruzes (Brasile).
- Corso internazionale tenuto presso la Facoltà di Mechanical Engineering dell’Università di Belgrado (Serbia) della durata di 10 ore patrocinato dalla Willy Brandt Foundation con oggetto “Pollution in agricolture”.

Attività Scientifica
Nel primo periodo di attività scientifica, lo scrivente si è occupato di argomenti pertinenti alla Biochimica del Suolo ed, in particolare, dell’interazione di enzimi con materiale polifenolico umo-simile. Successivamente, le tematiche affrontate si sono sviluppate nel settore della Biochimica Agraria con particolare attenzione a quello inerente alla degradazione biologica di materiali lignocellulosici e di molecole aromatiche.
Come risulta dai lavori di seguito presentati, nei 26 anni di attività scientifica, il candidato ha avuto l’opportunità di utilizzare moderne apparecchiature analitiche, quali, luminometri, spettrofotometri UV-vis, analizzatori elementari, cromatografi liquidi a media pressione (FPLC), cromatografi liquidi ad alta pressione (HPLC) con rivelatori a serie di diodi (DAD), indice di rifrazione (IR) e evaporativo a luce diffusa (ELSD), gas-cromatografi con rivelatori a ionizzazione di fiamma e a cattura elettronica, spazi di testa statici, polarografi, analizzatori di gas ad infrarosso per misure fotosintetiche (IRGA), elettrodi di Clark e apparecchiature elettroforetiche orizzontali e verticali.
Le ricerche svolte sono documentate dai lavori già pubblicati su riviste o congressi nazionali ed internazionali e da 5 brevetti di cui 3 con estensione a livello internazionale. Alla data attuale, e a partire dal 1990, il dott. Alessandro D’Annibale ha un h-index pari a 29 con 2596 citazioni come documentato dal motore di ricerca Elsevier Scopus.
Le linee di ricerca finora affrontate possono essere così sintetizzate :
(i) Biorisanamento di matrici solide contaminate da inquinanti organici persistenti.
(ii) Produzione microbica di enzimi extracellulari su matrici di scarto (reflui e residui solidi agroindustriali) e su terreni sintetici e caratterizzazione biochimica degli stessi.
(iii) Degradazione biologica di materiali lignocellulosici e molecole recalcitranti ed applicazioni connesse (biopulping, bioetanolo, biodiesel).
(iv) Immobilizzazione enzimatica: caratterizzazione ed impiego dei sistemi immobilizzati
(v) Effetto dell’ arricchimento dell’anidride carbonica atmosferica sul metabolismo di piante superiori con particolare attenzione ai sistemi enzimatici e non-enzimatici degli antiossidanti.
(vi) Modifiche metaboliche indotte in piante superiori a seguito di esposizione a temperature sovra- o sub-ottimali.
(i) Biorisanamento di matrici solide contaminate da inquinanti organici persistenti
Questa linea di ricerca ha preso avvio dal progetto Sisifo (2001-2003), finanziato dal Ministero per l’Ambiente sotto il coordinamento del Consorzio Interuniversitario della Chimica per l’Ambiente (INCA). Uno degli obiettivi del progetto era di verificare la possibilità di utilizzare funghi filamentosi nel biorisanamento del sito contaminato ACNA (Cengio, SV) identificato dal DM 471/99 tra i siti inquinati di prioritario interesse nazionale. La presenza concomitante di idrocarburi aromatici clorurati e di metalli pesanti rendeva, infatti, difficile un approccio “in situ” di biostimolazione o di attenuazione naturale. Di conseguenza, sono stati esplorati, su scala di laboratorio, tre approcci alternativi di biorisanamento “ex situ”: (i) trattamento con funghi alloctoni (D’Annibale et al., Biotechnol Bioeng 2005, 90:723-731; Federici et al., Appl Microbiol Biotechnol 2007, 77:203-211; Federici et al., J Hazard Mater 2011,186:1263–1270) (ii) isolamento, identificazione di ceppi fungini e loro re-inoculo su suolo ACNA (D’Annibale et al., Appl Environ Microbiol 2006, 72:28-36) (iii) lisciviazione dei metalli pesanti mediante lavaggio con acidi organici e bioprecipitazione dei metalli sul lisciviato e decontaminazione del residuo solido con funghi (Baldi et al., Eur J Soil Biol 2007, 43:380-387; D’Annibale et al. Appl Microbiol Biotechnol 2007, 74:1135-1144). La valutazione tecnica del terzo approccio alla matrice ACNA è stato condotta in collaborazione con il gruppo di Microbiologia dell’Università Cà Foscari di Venezia. Tra le opzioni di risanamento messe a confronto, la seconda si è rivelata particolarmente promettente; il trattamento del suolo ACNA con ceppi indigeni, oltre a portare ad una sensibile riduzione del livello di contaminanti, ne ha sensibilmente ridotto i livelli di tossicità (D’Annibale et al., Appl Environ Microbiol 2006, 72:28-36).
L’efficacia del biorisanamento di suoli contaminati da idrocarburi policiclici aromatici (IPA) è fortemente condizionata dalla recalcitranza di questi composti all’attacco microbico e dal loro basso grado di biodisponibilità. L’impiego di additivi in grado di favorire la mobilizzazione di questi inquinanti dalla fase colloidale organica a quella acquosa del suolo può essere un escamotage per incrementarne la biodisponibilità. Questo aspetto è stato affrontato nell’ambito di un rapporto di collaborazione con colleghi del laboratorio di Biotecnologie Ambientali dell’Istituto di Microbiologia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. In particolare, è stato valutato comparativamente l’effetto di diversi agenti mobilizzanti (surfactanti sintetici, β-ciclodestrine commerciali o oli vegetali) sulle prestazioni degradative di diverse specie fungine impiegando suoli storicamente contaminati da IPA (Leonardi et al., Int Biodeterior Biodegr 2007, 60: 165-170) o contaminati “ad hoc” con miscele di IPA a diverso grado di condensazione (Leonardi et al., Biotechnol Bioeng 2008, 101:273-285; Giubilei et al., J Chemical Technol Biotechnol 2009, 84:836-844). Tra i diversi additivi, l’olio di soja ha stimolato significativamente i livelli di deplezione dei contaminanti con riflessi negativi in alcuni casi su densità e biodiversità della popolazione batterica indigena (Leonardi et al., Biotechnol Bioeng 2008, 101:273-285)
In diversi studi di micorisanamento, è stata riscontrata una significativa correlazione tra i livelli di deplezione dei contaminanti e l’entità della rispettiva frazione biodisponibile desunta dalle cinetiche di desorbimento con CO2 supercritica (Leonardi et al., Int Biodeterior Biodegr 2007, 60:165-170; Covino et al, J Hazard Mater 2010, 183:669–676; Covino et al., Chemosphere 2010, 79:855-864). E’ stato anche accertato che solo in pochi casi la frazione degradata di ciascun contaminante eccede quella effettivamente biodisponibile sebbene la capacità degradativa dei funghi sia meno dipendente dalla biodisponibilità rispetto ai batteri (Covino et al, J Hazard Mater 2010, 183:669–676; Covino et al., Chemosphere 2010, 79:855-864).
Un altro filone di ricerca è stato indirizzato a tecniche di risanamento di suoli contaminati da policlorobifenili (PCB), una classe di contaminanti aromatici caratterizzati da un’elevata persistenza ascrivibile sia al basso grado di biodisponibilità sia alla rara presenza in natura di consorzi microbici in grado di mineralizzarli efficacemente. In un recente lavoro, l’applicazione concomitante di stocchi di mais e olio di soja ad un suolo storicamente contaminato da Arocolor 1242 e 1260 incrementava la degradazione di congeneri alto-clorurati, la densità e biodiversità della microflora batterica e fungina indigena e aumentava l’abbondanza di alcuni geni catabolici batterici, quali bifenil-2,3-diossigenasi (bph) e catecolo-2,3-diossigenasi (C230) (Federici et al., New Biotechnol 2012; 30:69:79). In uno studio successivo, un trattamento di bioaumento di un suolo storicamente contaminato da Aroclor 1260 con il fungo Lentinus tigrinus portava a livelli complessivi di deplezione e di declorurazione dei PCB sensibilmente superiori a quelli di altri studi di risanamento in condizioni di conversione in fase solida insatura (Federici et al., Microb Cell Fact 2012, 11:35). Il trattamento fungino, tuttavia, portava sia ad un decremento della microflora batterica specializzata sia ad una diminuzione nell’abbondanza dei geni catabolici batterici bph e C230. In uno studio successivo, il fungo L. tigrinus si è rivelato particolarmente efficiente nel degradare acidi cloro benzoici che, rappresentano notoriamente, degli intermedi degradativi improduttivi (dead-end products) delle vie degradative batteriche operanti su policlorobifenili (Stella et al., 2013 J Hazard Mater 260: 1263-1270).
(ii) Produzione microbica di enzimi extracellulari su matrici di scarto (reflui e residui solidi agroindustriali) e su terreni sintetici e caratterizzazione biochimica degli stessi
Le conversioni in fase solida di materiali lignocellulosici con funghi ligninolitici rappresentano una possibilità di valorizzazione, ad esempio, dei residui colturali. La colonizzazione del substrato da parte di questi funghi si accompagna al rilascio di enzimi ligninolitici di interesse commerciale. Una manganese-perossidasi (MnP) extracellulare prodotta da colture in fase solida del fungo Lentinula edodes su stocchi di mais e` stata purificata all’omogeneità e ne e` stata dimostrata la capacità di ossidare alcoli benzilici metossi-sostituiti ad alto potenziale redox, quali l’alcool veratrilico (VA) (D’Annibale et al. J Biotechnol, 1996 48:231-239). Tale lavoro ha evidenziato che la MnP riesce ad ossidare il VA anche in assenza di composti tiolici, come il glutatione ridotto (GSH), e i metaboliti derivanti dalla degradazione in presenza ed in assenza di GSH variano sia da un punto di vista quantitativo sia qualitativo. In particolare, l’analisi dei metaboliti ottenuti incubando il VA con MnP in assenza di GSH indicano l’insorgenza di reazioni di apertura dell’anello aromatico, dimerizzazione e ossidazione in catena laterale. Lo stesso isoenzima di MnP ha mostrato la capacità di ossidare “in vitro” diversi dimeri modello della lignina (Crestini et al., Bioorg Med Chem 2000, 8:433-438). Da colture in fase solida dello stesso fungo su stocchi di mais, è stato anche purificato un isoenzima di laccasi, di cui sono state riportate alcune caratteristiche chimico-fisiche, cinetiche e la specificità di substrato (D’Annibale et al., Acta Biotechnologica 1996, 16:257-270). Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, le costanti cinetiche (Km e Vmax), determinate con vari substrati, sono state messe in relazione alla natura dei sostituenti (effetto elettronico, ingombro sterico) ed alla loro posizione reciproca sull’anello aromatico. Una preparazione parzialmente purificata di laccasi Lentinula edodes ottenuta mediante conversione in fase solida su paglia di grano duro è stata impiegata nella degradazione di un’ampia gamma di substrati clorurati mettendone in relazione la suscettibilità all’ossidazione alla struttura (Stazi et al., Fresenius Environ Bull 2002, 11:583-588).
Una delle priorità connesse alla produzione di enzimi ligninolitici per via microbica è l’individuazione di condizioni colturali in grado di minimizzare la produzione contemporanea di glicosil-idrolasi. Questa priorità emerge dall’esigenza di ottenere preparazioni enzimatiche grezze da impiegare applicazioni finalizzate alla produzione di paste cellulosiche (biopulping). Una valida alternativa a colture in fase solida è rappresentata dalla fermentazione sommersa che consente di formulare terreni liquidi selettivi. In relazione a questo obiettivo, in un reattore ad agitazione meccanica di tipo STR (Stirred Tank Reactor) da 25 litri, sono state individuate condizioni colturali idonee ad ottenere produzione di laccasi extra-cellulari in colture liquide del fungo Lentinula edodes evitando la contemporanea espressione di enzimi cellulosolitici (Crestini et al., Biotechnol Techniques 1996; 10:243-248). Rilevante al conseguimento, di questo obiettivo è stato l’impiego di estratti acquosi, ottenuti da residui lignocellulosici e ricchi di monomeri aromatici, di cui è stata effettuata una caratterizzazione quanti-qualitativa.
In un’ottica di valorizzazione, è stato anche valutato l’impiego di acque reflue di frantoio (ARF), quali terreno di crescita di base o supplemento nella produzione di enzimi extracellulari di origine fungina per via fermentativa (Fenice et al. J Biotechnol 2003; 100:77-85; Quaratino et al., J Chem Technol Biotechnol 2006, 81:832-840; D’Annibale et al., J Chem Technol Biotechnol 2006; 81:1586-1593; D’Annibale et al., Bioresour Technol 2006; 97:1828-1833; Quaratino, et al., Biochem Eng J 39:236-245).
Ad esempio, un isoenzima di laccasi è stato purificato da colture liquide del fungo Panus tigrinus CBS 577.79 condotte su un reattore da 2.5 l ad agitazione pneumatica di tipo BCR (Bubble Column Reactor) su un terreno addizionato con ARF. L’isoenzima in questione esibiva dei valori interessanti delle costanti cinetiche (Kcat e Km) relative all’ossidazione di mediatori redox N-idrossi-sostituiti molto impiegati in applicazioni biotecnologiche (Quaratino et al., Antonie van Leeuvenhoek 2007, 91:57-69). Un approccio multi-fattoriale confermava che l’aggiunta delle ARF quale supplemento aveva un effetto significativo sulla produzione di laccasi di P. tigrinus (Quaratino et al., Biochem Eng J 2008, 39:236-245). Nello stesso studio, l’analisi di espressione condotta su due geni di laccasi del fungo Panus tigrinus mostrava che, sebbene fossero entrambi costitutivamente espressi, i livelli di trascritto in presenza dell’induttore 2,5-xilidina si innalzavano solo per uno dei due. In un altro studio, in un terreno liquido semplificato contenente il 5% di ARF (v/v), la produzione di manganese perossidasi è stata ottimizzata mediante la tecnica dell’analisi delle superfici di responso (RSM, Response Surface Methodology) dando luogo ad una produzione pari a 3700 UI l-1 e ad una produttività media oraria pari a 26 UI l-1 h-1 (Quaratino et al., J Chem Technol Biotechnol 2006, 81:832-840).
In un'altra serie di studi, le ARF sono state impiegate come terreno di crescita base da modificare eventualmente mediante aggiunte mirate di supplementi organici e/o inorganici. In particolare, in studio condotto su un terreno di crescita formulato con ARF, la produzione di laccasi e MnP da parte del fungo Panus tigrinus è stata valutata comparativamente impiegando 3 tipi di reattori (STR, BCR, reattore a tamburo ruotante) (Fenice et al. J Biotechnol 2003; 100:77-85). Le prestazioni ottenute nei vari sistemi e comparate sulla base della resa di attività volumetrica unitaria, della produttività oraria, dell’attività specifica riferita alle proteine o alla biomassa hanno indicato come un reattore pneumatico a colonna di bolle (BCR, Bubble Column Reactor) sia il più idoneo allo scopo. Le ARF, opportunamente formulate mediante alcune aggiunte mirate, si sono rivelate anche un terreno di crescita idoneo alla produzione di lipasi extracellulari da Penicillium citrinum (D’Annibale et al., J Chem Technol Biotechnol 2006; 81:1586-1593) e Candida cylindracea (Brozzoli et al., Bioresour Technol 2009; 100, 3395-3402).
In uno studio recente condotto in collaborazione con il gruppo di Meccanismi di Reazione dell’Università di Roma “La Sapienza” si è tentato di comprendere come fattori redox e sterici influenzino la suscettibilità di un substrato putativo all’azione ossidativa di laccasi fungine. A questo scopo sono state impiegate due laccasi fungine caratterizzate da marcate differenze nel potenziale redox che caratterizza l’atomo di Rame localizzato nel sito di tipo 1 (Trametes villosa lac1 E° 0.79 V e Myceliophthora thermophila lac E° 0.46 V) (Tadesse et al., Org Biomol Chem 2008, 6:868-878). Sebbene l’efficienza di ossidazione tendesse, in generale, ad incrementare con la diminuzione del potenziale redox dei substrati in accordo con la teoria di Marcus, effetti sterici risultavano evidenti dalla scarsa ossidazione di composti caratterizzati da valori di E° compatibili con un’ossidazione mono-elettronica. A questo proposito, un valore soglia di ingombro sterico compatibile con il “docking” del substrato sul sito attivo è stato estrapolato dall’informazione strutturale disponibile per la laccasi 3B di T. versicolor con cui la laccasi di T. villosa condivide un’identità pari al 99% a livello proteico.
(iii) Degradazione biologica di materiali lignocellulosici e molecole recalcitranti ed applicazioni biotecnologiche connesse.
La linea di ricerca in oggetto è stata focalizzata sullo studio di alcuni funghi basidiomiceti, afferenti al raggruppamento ecologico degli agenti di carie bianca (white-rot fungi), che si caratterizzano per una spiccata attitudine degradativa nei confronti della lignina e di molecole aromatiche strutturalmente correlate. Sono state effettuate indagini in coltura pura ed in condizioni ambientali controllate, mettendo in evidenza alcuni parametri che influenzano la degradazione dei materiali lignocellulosici e modificano l’espressione di enzimi extracellulari coinvolti nella degradazione delle macromolecole della parete cellulare vegetale (Giovannozzi Sermanni et al., Agro-Food Ind HI-TECH 1992; 3:39-42; Giovannozzi Sermanni et al., Ag Med 1993,123:191-199; Giovannozzi Sermanni et al., Bioresour Technol, 1994, 48:173-178; Sampedro et al., Int Biodeterior Biodegr 2007, 60:116-125; Brozzoli et al. Enzyme Microb Technol 2010, 46: 223-228). Sono stati individuati dei ceppi fungini in grado di effettuare la degradazione di lignina in modo “selettivo”, ossia utilizzando basse quantità di co-substrati costituiti in particolare dalle emicellulose ed in parte dalla cellulosa (Giovannozzi Sermanni et al. Tappi J, 1994, 77:151-157; Giovannozzi Sermanni et al., Bioresour Technol, 1994, 48:173-178;. Giovannozzi Sermanni et al., ACS Symp Ser, 1995, 618:339-351). Questa demolizione preferenziale della lignina accoppiata ad una bassa degradazione della cellulosa ha dei risvolti applicativi importanti, in particolare per quei settori, quali quello cartario, che utilizzano la cellulosa come materia prima. In questo ambito sono stati condotti dei pretrattamenti biologici di materiali destinati alla produzione di paste cellulosiche, basati sulla colonizzazione fungina o sull’utilizzo di miscele enzimatiche attive sui polimeri di parete. Tali pretrattamenti effettuati su residui colturali, quali paglie e stocchi di cereali, e su piante da fibra, quali il kenaf, hanno permesso di migliorare rispetto ai controlli non pretrattati sia le caratteristiche delle paste cellulosiche (riduzione della scolantezza e del numero di cloro), sia quelle fisico-meccaniche della carta (indice di rottura, indice di scoppio e di lacerazione) (Giovannozzi Sermanni et al. Tappi J, 1994, 77:151-157; Giovannozzi Sermanni et al., Bioresour Technol, 1994, 48:173-178;. Giovannozzi Sermanni et al. ACS SympSer, 1995, 618:339-351; Giovannozzi Sermanni et al., Tappi J 1997, 80:139-144; Giovannozzi Sermanni et al. Fresenius Environ Bull 7:108-113). I pretrattamenti hanno avuto un impatto positivo anche in termini di consumi energetici, determinando sensibili diminuzioni dell’energia specifica, espressa in kWh Kg-1 di materiale, rispetto ai controlli relativi. Tali pretrattamenti sono stati oggetto di due brevetti nazionali (MI 94 /A 001229; MI 96 / A 00160) e di un brevetto internazionale (WO97/28306) a co-titolarita` Università-CNR. L’elevata attitudine ligninolitica del fungo è, in parte, ascrivibile al rilascio sul substrato di alcune ossidasi extracellulari, che, principalmente, includono la laccasi e la MnP. Tale attitudine biodegradativa a carico della lignina si esplica attraverso reazioni di depolimerizzazione (in particolare rottura del legame -O-4 aril-etereo), demetilazione, ossidazione in catena laterale ed attraverso reazioni di apertura dell’anello aromatico (D’Annibale et al. J Biotechnol, 1996 48:231-239; Crestini et al. Med. Fac. Landbouwv Universiteit Gent 1996; 61(4b):1931-1934; Vinciguerra et al. J Mol Catal B 1997, 3:213-220; Crestini et al., Bioorg Med Chem 2000, 8:433-438). Reazioni di depolimerizzazione a carico di un complesso ligno-polisaccaridico (APPL, Acid Precipitable Polymeric Lignin) sono state osservate in seguito ad incubazioni con preparazioni extracellulari grezze o laccasi parzialmente purificate del fungo Lentinula edodes (Giovannozzi Sermanni et al. Agro-Food Ind HI-TECH, 1992; 3:39-42). Utilizzando una manganese-perossidasi purificata da questo fungo, sono stati condotti studi di degradazione di dimeri modello presenti nella lignina residua delle paste cellulosiche ottenute con uno dei processi più diffusi nella produzione cartaria (Processo kraft) (Crestini et al., Bioorg Med Chem 2000, 8:433-438).
La naturale attitudine esibita da specie fungine, afferenti al raggruppamento ecologico degli agenti di carie bianca, nel degradare monomeri e/o polimeri aromatici e` stata utilizzata in applicazioni relative al trattamento di reflui agro-industriali contenenti polifenoli. In particolare, alcuni ceppi sono stati impiegati in forma libera nel trattamento di acque reflue di frantoio (ARF), dando luogo a significative riduzioni del carico organico, dei fenoli totali e del colore nel refluo stesso (Vinciguerra et al., Bioresour Technol 1995, 51:221-226; D'Annibale et al. Chemosphere 2004, 54:887-894; D’Annibale et al. Res Microbiol 2004 155:596-603; D’Annibale et al., Biochem Eng J 29:243-249; Quaratino et al., Chemosphere 2007, 66:1627-1633). In uno studio, l’immobilizzazione di L. edodes ad un supporto a matrice poliuretanica ha consentito di effettuare 4 cicli consecutivi di trattamento delle ARF (D’Annibale et al., J Biotechnol 1998; 61:209-218). Come precedentemente menzionato, trattamenti di ARF sono stati anche condotti utilizzando un isoenzima purificato di laccasi del fungo L. edodes immobilizzato su chitosano tramite adsorbimento e successiva formazione di legami crociati (D’Annibale et al., Process Biochem 1999, 34:697-706) o covalentemente su un polimero acrilico epossi-attivato (D’Annibale et al., J Biotechnol 2000, 77:265-273). L’impiego di trattamenti enzimatici su acque reflue di frantoio porta anche ad una loro detossificazione, come mostrato impiegando quali organismi test specie batteriche (D’Annibale et al., Process Biochem 1999; 34:697-706) o piante superiori (Casa et al., Chemosphere 2003, 50:959–966; D'Annibale et al., Chemosphere, 2004 54:887-894).
Nell'ambito di una collaborazione internazionale con un'unità di ricerca dell’ Estación Experimental del Zaidín del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (CSIC), è stato valutato l'impatto di trattamenti fungini sulla composizione chimica e la fitotossicità del residuo solido derivante dal processo di estrazione a due fasi dell’olio di oliva. I buoni livelli di detossificazione e, in alcuni casi, un impatto positivo su alcuni descrittori del processo di umificazione suggerivano la possibilità di utilizzo a fini agronomici del residuo sottoposto a trattamenti fungini (Sampedro et al., Chemosphere 2005, 60:1393-1400; Sampedro et al., Bioresour Technol 2007 98:3547-3554; Sampedro et al., Int Biodeterior Biodegr 2007, 60:116-125; Sampedro et al. Process Biochem 2009, 44:216-225; Sampedro et al., J Agric Food Chem 2009 57:5452–5460; Sampedro et al. Bioresour Technol 2009 100, 6098-6106). A valle di un trattamento con il fungo P. tigrinus, è stato anche valutato l’impatto derivante dall’applicazione su suolo su densità e biodiversità della microflora batterica e fungina indigena (Sampedro et al. Bioresour Technol 2009 100: 6098-6106).
Un altro aspetto applicativo connesso alla valorizzazione per via biologica di residui lignocellulosici è la produzione di bioetanolo di seconda generazione. Nell'ambito di una collaborazione bilaterale Italia/Israele, è stato messo a punto un processo in grado di generare idrolizzati zuccherini a partire da biomassa epigea di specie alofile e arido-resistenti appartenenti al genere Tamarix sp. Questo processo, articolato in due fasi, e basato su un trattamento di T. jordanis mediante steam explosion acido-catalizzata seguito da idrolisi enzimatica del residuo solido, dava luogo ad idrolizzati con un buon tenore zuccherino associato ad una bassa concentrazione di inibitori (furfurale, idrossimetilfurfurale, fenoli)(Santi et al., J Biotechnol 2012 157:590-597; Santi et al., 2014, Biomass & Bioenergy 61:73-81). Uno schema analogo di produzione di bioetanolo è stato anche applicato con buoni risultati al pastazzo di agrumi (Santi et al., 2014 Biomass & Bioenergy 61: 146-156).
(iv) Immobilizzazione enzimatica: caratterizzazione ed impiego dei sistemi immobilizzati
Il primo approccio alla tematica, focalizzato sulla sintesi di copolimeri umo-enzimatici sintetici, è inquadrabile all’interno della chimica del suolo. A questo proposito, è noto che una frazione non trascurabile degli enzimi nel suolo è stabilizzata dall’associazione con le argille ed i materiali umici. Al fine di mimare tali complessi umo-enzimatici riscontrati in natura, una proteasi aspecifica (pronasi) è stata l’immobilizzata su supporti polifenolici umo-simili ottenuti a partire da diversi monomeri fenolici mediante polimerizzazione enzimatica catalizzata da una perossidasi da rafano rosso (HRP). Il successivo frazionamento cromatografico tramite gel filtrazione ha evidenziato che non tutti i monomeri danno luogo a copolimeri attivi. Nel caso del copolimero pronasi-poliresorcinolo, il frazionamento cromatografico portava all’isolamento di tre frazioni attive, la terza delle quali era costituita dall’enzima libero. La caratterizzazione delle due frazioni immobilizzate evidenziava uno spostamento dell’optimum nella curva di attività in funzione del pH verso regioni più alcaline rispetto all’enzima nativo data la natura polianionica del supporto. Inoltre, le due frazioni di pronasi immobilizzata, una volta incorporate nel suolo, mostravano una maggiore resistenza alla proteolisi per autodigestione, alla degradazione microbica ed all’inattivazione termica rispetto all’enzima libero (Grego et al., Soil Biol Biochem 1990, 22, 721-724).
Un isoenzima di laccasi, prodotto e purificato da colture in fase solida del fungo Lentinula edodes, è stato immobilizzato covalentemente su un polimero naturale, rappresentato dal chitosano (D’Annibale et al., Process Biochem 1999, 34:697-706) o su un supporto poliacrilico epossi-attivato denominato Eupergit C (D’Annibale et al., J Biotechnol, 2000, 77:265-273). La caratterizzazione delle proprietà cinetiche di entrambe le preparazioni immobilizzate ha evidenziato una riduzione dell’attività specifica ed un incremento delle costanti di Michaelis-Menten rispetto a quelle dell’enzima nativo. Tuttavia, tali studi hanno mostrato che l’insolubilizzazione dell’enzima ne aumenta le caratteristiche di stabilità a vari agenti potenzialmente denaturanti e fornisce la possibilità di un suo riutilizzo in cicli consecutivi di trattamento. In particolare, l’immobilizzazione della laccasi su chitosano consentiva un riutilizzo del catalizzatore per 30 cicli completi di ossidazione di batch successivi del substrato (ABTS) con un recupero finale di attività pari all’80% (D’Annibale et al., Process Biochem 1999, 34:697-706). La laccasi immobilizzata su Eupergit C, invece, impiegata in un reattore a letto fluido con ricircolo continuo per 2 ore ad un flusso di 5 ml/min consentiva di ottenere un buon grado di rimozione dei fenoli totali (65-90%) in 8 cicli di trattamento successivi di acque reflue di frantoio (D’Annibale et al., J Biotechnol, 2000, 77:265-273).
In un lavoro successivo una laccasi purificata dal fungo Trametes villosa è stato immobilizzato per reticolazione ionotropica su alginato utilizzando due ioni bivalenti diversi (Cu2+ o Ca2+) o covalentemente su Eupergit C e su Carbone attivo (Brandi et al., J Mol Catal B (Enzymatic), 2006, 41,61-69). L’efficienza delle 4 preparazioni di laccasi immobilizzata è stata valutata sulla base dalle rese di ossidazione del 4-metossibenzil alcool (4-MBA) a 4-metossibenzaldeide (4-MBALD). Queste reazioni sono state condotte in presenza di 4 mediatori redox, quali N-idrossibenzotriazolo (HBT), N-idrossiftalimmide (HPI), acido violurico (VLA) e radicale TEMPO. A parità di attività enzimatica, l’uso dell’enzima nativo dava luogo a rese di 4-MBALD superiori a quelle ottenute impiegando le preparazioni immobilizzate con l’unica eccezione rappresentata dalla combinazione laccasi-Cu-alginato/HBT. Questa preparazione immobilizzata consentiva di ottenere rese elevate di 4-MBALD nel corso di 3 cicli consecutivi di ossidazione. Tuttavia, questo studio portava complessivamente ad un ridimensionamento dei vantaggi derivanti dall’immobilizzazione.
Molti aspetti relativi alle tecniche di immobilizzazione e alle applicazioni connesse all’impiego di enzimi fenolossidanti (laccasi e tirosinasi) in forma immobilizzata sono stati oggetto di un lavoro di rassegna (Duran et al. Enzyme Microb Technol 2002, 31: 907-931) che, alla data attuale, ha avuto 385 citazioni censite dal motore di ricerca Elsevier Scopus.

(ii) Effetto dell’arricchimento di anidride carbonica atmosferica sul metabolismo di piante superiori con particolare attenzione ai sistemi anti-ossidanti enzimatici e non-enzimatici. Tali studi sono stati condotti nel corso dei primi anni dell’attività scientifica dello scrivente sotto la guida del Prof. Maurizio Badiani. La concentrazione atmosferica di anidride carbonica (Ca) si prevede che raddoppi nell’arco di un secolo, con effetti conseguenti sia sulla temperatura globale sia sul ciclo del carbonio. Alcuni siti geotermici che si caratterizzano per l’emissione naturale di tale gas offrono una possibilità di approccio allo studio sugli effetti dell’esposizione cronica di piante superiori in atmosfera arricchita di CO2 in alternativa ai sistemi chiusi e semi-chiusi (serre a cielo aperto, tunnel ventilati) ed a quelli aperti (FACE), che richiedono costi di gestione elevati. In un sito geotermico dell’Italia centrale, sono stati condotti degli studi di esposizione cronica di piante di soja (Glycine maximum Merrill) a livelli progressivamente crescenti di CO2 (2 x Ca; 7 x Ca; 20 x Ca). Nelle piante allevate in atmosfera arricchita sono state riscontrate differenze significative in termini morfogenetici e, soprattutto, in termini di accumulo di fitomassa rispetto al controllo (Badiani et al., Austral J Plant Physiol 1993, 20:275-284). L’analisi dei sistemi anti-ossidanti enzimatici e non enzimatici nelle piante di soja allevate in atmosfera arricchita sembravano indicare che un’alta concentrazione di CO2 atmosferica potrebbe ridurre i rischi immanenti della tossicità delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) la cui generazione e` associata al flusso elettronico fotosintetico. Tuttavia, il superamento di un certo valore soglia, che potrebbe essere rappresentato dalla concentrazione Ca x 20, può avere ripercussioni negative sulla fotosintesi netta. I risultati ottenuti in un altro studio, condotto allevando piante di grano tenero (Triticum aestivum L. cv. Mercia) in un sito geotermico, sebbene in parte supportassero l’ipotesi che alti regimi di CO2 possano ridurre il rischio di tossicità da ossigeno a livello del cloroplasto, mostravano anche che l’arricchimento di CO2 aveva un notevole impatto anche sullo stato degli anti-ossidanti extra-cloroplastici (Badiani et al., In “Plant Responses to Elevated CO2”, Raschi A., Miglietta, F., Tognetti, R., Van Gardingen, P.R. (eds), Cambridge University Press, 1997, pp. 221-241).
(v) Modifiche indotte in piante superiori allevate in condizioni di temperatura sopra- e sub-ottimale. Sono stati effettuati degli esperimenti su semenzali di grano duro cv. Duilio finalizzati ad evidenziare responsi biochimici legati all’allevamento a temperature sub-otttimali e sovra-ottimali in condizioni di bassa irradianza (Badiani et al., J Plant Physiol 1993, 142:18-24; Paolacci et al., J Plant Physiol 1997 150:381-387). Nel corso di tali studi non sono state evidenziate differenze rimarchevoli tra piante allevate a temperatura ottimale (25° C) e sub-ottimale (10° C) in termini di capacità fotosintetica, resa fotonica e conduttanza stomatica (Badiani et al., J Plant Physiol 1993, 142:18-24). Analogamente, le piante allevate a 10 °C non hanno mostrato evidenze relative all’insorgenza di fenomeni di stress ossidativo. Le uniche sensibili differenze dimostrate erano costituite da un maggiore contenuto in clorofille, carotenoidi, ascorbato e glutatione nelle piante allevate a 10° C rispetto ai controlli. Tale evidenze sono interpretabili come un complesso di risposte compensative messe in atto dalla pianta per fronteggiare una possibile insorgenza di stress ossidativo indotto da freddo. La fotosintesi netta, la resa fotonica e la conduttanza mesofillare alla CO2 erano, invece, drasticamente ridotte in piante allevate in condizioni di temperatura sopra-ottimale (30  0.3° C), pur in assenza di alcuni dei sintomi normalmente osservati in risposta a stress da alte temperature (Paolacci et al., 1997 J Plant Physiol 1997 150:381-387). Alcuni indici di danno cellulare, quali il leakage elettrolitico e la perossidazione dei lipidi, non risultavano significativamente aumentati nelle piante esposte a temperatura sovra-ottimale rispetto ai controlli. Si registravano, invece, forti incrementi nei contenuti fogliari di acido deidroascorbico (DHA) e di glutatione ossidato (GSSG). Questi risultati complessivamente indicano che l’esposizione di semenzali di grano a temperature sopra-ottimale, pur non determinando danni cellulari significativi, potrebbe sbilanciare il ciclo del carbonio fotossidativo rispetto a quello fotoriduttivo.
Partecipazioni e attività di coordinamento di progetti di ricerca
1998-2000 Progetto PRIN 1998-2000 “Degradazione, stabilizzazione e valorizzazione di residui agroindustriali”, Durata biennale
1998-2003 Progetto finalizzato biotecnologie - CNR – Sottoprogetto 2 (Biotecnologie ambientali) – Produzione di paste cellulosiche da cloni di pioppo transgenici.
2000-2002 Progetto PRIN 2000-2002. “Messa a punto di azioni concertate e definite per una valorizzazione eco-compatibile di residui oleari”. Durata biennale
2000-2003 Progetto Strategico MURST-CNR, Legge 95/95: Settore Ambiente,. Programma Nazionale di Ricerca Reflui Agro-Industriali “Production of enzymes and metabolites for the agro-food industry via solid-phase and submerged bioconversions and eco-compatible chemical treatments” Durata triennale.
2001-2003 Piano di Ricerca INCA “ACNA-bonifica di siti inquinati – SISIFO” Acna di Cengio.
2005-2007 Responsabile di Unità operativa Progetto PRIN 2005 Qualità, sicurezza alimentare e riduzione dell'impatto ambientale dei reflui nella produzione di olive da tavola a fermentazione naturale (“Valorizzazione dei reflui della deamarizzazione biologica delle olive da tavola mediante recupero delle componenti fenoliche e produzione di enzimi” prot. 2005079481_002)
2004-2007 - Progetto MIPAF “VALOROLIO” Coordinato dall’Istituto Sperimentale di Elaiotecnica su “Valorizzazione biotecnologica e chimica dei reflui e residui oleari da impianti di estrazione da paste denocciolate”
2005-2008 Progetto INCA (Consorzio Interuniversitario Nazionale “Chimica per l’Ambiente”) Piano Nazionale Agro-alimentare “Sostenibilità e valorizzazione nel comparto dei residui agroindustriali”.
2006-2008 - Convenzione Metapontum-Agrobios/DABAC, su "Piattaforma tecnologica per la produzione di enzimi biodegradativi adatti alla conversione di biomasse lignocellulosiche".
2007-2009 Progetto bilaterale “Bioremediation of contaminated soil and wood by ligninolytic fungi” (CNR-DABAC/Academy of Science) con l’Institute of Microbiology, Academy of Science, Prague - Czech Republic.
2009-2011 Progetto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) “Accordo di programma per attività di ricerca internazionale nell’ambito della Cooperazione Italia-Israele su ambiente, ricerca e sviluppo”. Partnership in the Environmental R&D sector “Harnessing the biodiversity of Mediterranean plants for mitigating the effects of climate change and desertification”.
2010-2011 Responsabile di Unità Operativa Progetto PRIN 2008 Biofilm microbici - basi genomiche, proteomiche e fenomiche per lo sviluppo di sistemi di biorisanamento (“Analisi della risposta del fungo Pleurotus ostreatus in coltura plantonica e in biofilm monospecifici e misti a metalli pesanti e policlorobifenili” Prot. 2008P7K379_003).
2010-2011 Convenzione ENI-AECOM “Test di trattabilità di suoli contaminati da idrocarburi alifatici con ceppi fungini”
2011-2011 Convenzione con AECOM Italy s.r.l.- Milano, su “Contratto per la definizione di una specifica tecnica che contempli protocolli dettagliati per la realizzazione di prove di biorisanamento su scala pilota di suoli storicamente contaminati da idrocarburi”.
2012-oggi Convenzione con AECOM Italy s.r.l.- Milano, su "Prove di laboratorio finalizzate all’applicazione della tecnologia di Attenuazione Naturale Assistita per la rimozione di metalli dalle acque di falda contaminate da metalli pesanti."
2013-2016 Progetto PRIN 2010-2011 “Salubrità degli agroecosistemi: processi chimici, biochimici e biologici che regolano la mobilità dell'As nei comparti suolo-acqua-pianta” Prot. 2010JBNLJ7_006
2016-2017 Accordo di ricerca REBIOCHEM fra DIBAF ed ENEA "Sviluppo di un processo di idrolisi di biomasse pretrattatate di cardo mariano" (2016-2017) -
2016-2017. Contratto di ricerca fra CNCCS (Collezione Nazionale dei Composti Chimici e Centro Screening) e DIBAF nell'ambito del progetto Nazionale (CIPE-FIRS) PRONAT "Identificazione di agenti bioattivi da prodotti naturali di origine naturale e vegetale" (2016-2017) -

Collaborazioni internazionali
- Dal 2001 è iniziato un rapporto di scambio scientifico con il Biological Chemistry Laboratory dell’Universidade Estadual de Campinas (UNICAMP) culminato in una serie di visite, nell’attivazione di un accordo bilaterale tra l’Università della Tuscia e UNICAMP e nella produzione di un lavoro di rassegna su rivista internazionale (Duran et al., Enzyme Microbial Technology, 31:907-931).
- Dal 2003 è stato attivato un rapporto di collaborazione con un gruppo di Microbiologi dell’ Estación Experimental del Zaidín del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas. Nell’ambito di questa collaborazione, una dottoranda è venuta a svolgere un periodo di ricerca di 4 mesi in Italia sotto la supervisione scientifica dello scrivente. Successivamente, il rapporto si è consolidato e la Dr. Inmaculada Sampedro ha ottenuto una borsa post-doc dalla Comunità Europea per svolgere un periodo di ricerca biennale presso l’Università della Tuscia. Il rapporto di collaborazione ha portato complessivamente alla produzione di 8 lavori su riviste internazionali con comitato di Referees (Sampedro et al., 2005 Chemosphere 60: 1393-1400; Sampedro et al., 2007 Bioresour Technol 98: 3547-3554; Sampedro et al., 2007 Int Biodeterior Biodegr 60: 116-125; Sampedro et al., 2009 Process Biochem 44: 216-225; Brozzoli et al.,2009 Bioresour Technol 100:3395–3402; Sampedro et al., 2009, J Agric Food Chem 57:5452–5460; Sampedro et al., 2009 Bioresour Technol 100:6098-6106; Sampedro et al., 2012 Biochem Eng J 65:96-99).
- Dal 2005 è iniziata una collaborazione con l’Istituto di Micologia Applicata dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. Tale collaborazione sviluppata sulla tematica del biorisanamento di siti contaminati da idrocarburi policiclici aromatici è stata formalizzata con un Progetto Bilaterale e ha portato alla produzione di 11 lavori su riviste internazionali con comitato di Referees (Leonardi et al. 2007, Int Biodeterior Biodegr 60:165-170; Leonardi et al. 2008 Biotechnol Bioeng 101:273-285; Sampedro et al., 2009 Process Biochem 44: 216-225; Giubilei et al., 2009; J Chem Technol Biotechnol 84: 836-844, Sampedro et al., 2009, J Agric Food Chem 57:5452–5460; Sampedro et al., 2009 Bioresour Technol 100: 6098-6106; Covino et al., 2010 Bioresour Technol 101, 3004-3012; Covino et al., 2010; Chemosphere 79:855-864; Covino et al., 2010, J Hazard Mater 183:669–676; Federici et al., 2011, J Hazard Mater 186:1263–1270; Stella et al., 2013; J Hazard Mater 260:1263-1270.).
- Dal 2009 è attiva una collaborazione con il Dipartimento di Biologia Molecolare e Ecologia delle Piante dell’Università di Tel Aviv che ha preso avvio da un progetto bilaterale Italia-Israele finanziato dal MATTM. In questo ambito, è stato prodotto 1 lavoro in collaborazione (Santi et al., 2014, Biomass & Bioenergy 61:73-81).
- Dal 2011 è operativa una collaborazione con il Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Barcellona e, in particolare con il Prof. Marc Viñas, avente come oggetto il biorisanamento di suoli contaminati da idrocarburi aromatici persistenti. Nel quadro di questo rapporto, è stato pubblicato un lavoro (Llado et al., 2013, J Hazard Mater 248-249:407-414) ed un altro è stato sottoposto ed è in attesa di valutazione.
- Dal 2013 è operativa una collaborazione con il Dipartimento di Chimica Agraria e Bromatologia dell’Università Autonoma di Madrid su tematiche di biorisanamento di matrici solide e liquide. In questo quadro, sono stati prodotti 2 lavori su riviste internazionali con comitato di Referees (Garcia-Delgado et al., 2015 Science of the Total Environment. 508: 20-28; Garcia-Delgado et al., 2018 J. Chem Technol Biotechnol).

Attività di valutazione su riviste internazionali peer-reviewed
1) Referee per la rivista internazionale “Acta Biotechnologica” ed. Akademie Verlag.
2) Referee per la rivista internazionale “African Journal of Biochemistry” ed. Academic Journals.
3) Referee per la rivista internazionale “Agriculture, Ecosystems and Environment” ed. Elsevier Science.
4) Referee per la rivista internazionale Annals of Microbiology Springer Verlag.
5) Referee per la rivista internazionale “Applied and Environmental Microbiology” ,
6) Referee per la rivista internazionale Applied Microbiology and Biotechnology ed. Sprinter Verlag .
7) Referee per la rivista internazionale Applied Biochemistry and Biotechnology ed. (Humana Press Sprinter).
8) Referee per la rivista internazionale Applied Soil Ecology”, ed. Elsevier
9) Referee per la rivista internazionale Biodegradation ed. Sprinter Verlag
10) Referee per la rivista internazionale “Biotechnology Progress”, ed. American Chemical Society Press .
11) Referee per la rivista internazionale Biochemical Engineering Journal ed. Elsevier .
12) Referee per la rivista internazionale Biotechnology and Bioprocess Engineering ed. Springer .
13) Referee per la rivista internazionale Bioresource Technology ed. Elsevier .
14) Referee per la rivista internazionale Bioresources ed North Carolina State University
15) Referee per la rivista internazionale Biologia ed. Springer Verlag
16) Referee per la rivista internazionale Brazilian Journal of Microbiology SBM (Brazilian Society for Microbiology).
17) Referee per la rivista internazionale Chemical Engineering Journal ed. Elsevier.
18) Referee per la rivista internazionale Chemical Industry & Chemical Engineering Quaterly ed . Association of the Chemical Engineers (ACHE)
19) Referee per la rivista internazionale Chemosphere ed. Elsevier .
20) Referee per la rivista internazionale Critical Reviews in Environmental Science & Technology, Taylor & Francis.
21) Referee per la Rivista internazionale Crop Protection Elsevier Science
22) Referee per la Rivista internazionale “Current Biochemical Engineering” Bentham Science
23) Referee per la rivista internazionale on-line “Electronic Journal of Biotechnology” .
24) Referee per la rivista internazionale “Environmental Science and Technology” American Chemical Society Press.
25) Referee per la rivista internazionale “Enzyme and Microbial Technology” Elsevier Science
26) Referee per la rivista internazionale “Folia Microbiologica” ed. Springer
27) Referee per la rivista internazionale “Fungal Biology” ed. Elsevier Science
28) Referee per la rivista internazionale “Geoderma” ed. Elsevier Science
29) Referee per la Rivista internazionale “Italian Journal of Food Science” ed. Chiriotti .
30) Referee per la rivista internazionale "International Journal of Environment and Waste Management" (InderScience Press, Switzerland)
31) Referee per la rivista internazionale “ISRN Biotechnology” Hindawi Publishing
32) Referee per la rivista internazionale “Journal of Environmental Management” ed. Elsevier
33) Referee per la rivista internazionale “Journal of Enzyme Inhibition and Medicinal Chemistry” ed. Informa Healthcare, UK.
34) Referee per la rivista internazionale “Journal of Biotechnology” ed. Elsevier .
35) Referee per la rivista internazionale ”Journal of Agricultural & Food Chemistry”, ed. American Chemical Society Press .
36) Referee per la rivista internazionale “Journal of Chemical Technology & Biotechnology” ed. Wiley & sons; Society of Chemical Industry .
37) Referee per la rivista internazionale “Journal of Hazardous Materials“ ed. Elsevier Science.
38) Referee per la rivista internazionale “Journal of Industrial Microbiology and Biotechnology ed. Springer Verlag.
39) Referee per la rivista internazionale “Journal of Molecular Catalysis B” Elsevier Science
40) Referee per la rivista internazionale Journal of Science and Food Agriculture ed. Wiley & sons .
41) Referee per la rivista internazionale “Polymer International” ed. Wiley & sons; Society of Chemical Industry .
42) Referee per la rivista internazionale Process Biochemistry ed. Elsevier.
43) Referee per la Rivista internazionale “Symbiosis”, ed. Springer
44) Referee per la rivista internazionale “The Science World Journal” Hindawi Publishing
45) Referee per la Rivista internazionale “Trends in Food Science & Technology” ed. Elsevier .
46) Referee per la Rivista internazionale “Ultrasonics Sonochemistry” Elsevier Science
Partecipazione a comitati editoriali di riviste internazionali
- Membro dell’Editorial Board della Rivista internazionale Process Biochemistry (Elsevier Science) a partire dal 2012.
- Membro dell’Editorial Board della Rivista internazionale “ISRN Biotechnology” (Hindawi Publishing) a partire dal 2012
- Membro dell’Editorial Board della Rivista internazionale Current Biochemical Engineering” (Bentham Science) a partire dal 2012
- Membro dell’Editorial Board della rivista internazionale “The Science World Journal” Hindawi Publishing a partire dal 2013
- Membro dell’Editorial Board della rivista internazionale “Advances in Chemistry” Hindawi Publishing a partire dal 2013
Attività di valutazione di progetti internazionali
- Valutatore progetti internazionali per conto dell’INTAS negli anni 2003, 2004 e 2005.
- Valutatore di progetti internazionali nel 2010 per conto della US-Israel Binational Science Foundation.
- Valutatore di progetti nell’ambito della MOST call del 2011 per conto dell’ Israeli Ministry of Science.
Organizzazione di Congressi
- Membro del Comitato Organizzatore del First International Conference on Ecology and Protection of Marine and Freshwater (EcoProWater2015). 1-3 Ottobre 2015 Viterbo. https://sites.google.com/a/unitus.it/ecoprowater/conference-organization

ELENCO AGGIORNATO DELLE PUBBLICAZIONI

1. GREGO S., D’ANNIBALE A., LUNA M., BADALUCCO L., NANNIPIERI P. (1990). Multiple forms of synthetic pronase-phenolic copolymers. Soil Biology & Biochemistry, 22(5): 721-724, PERGAMON-ELSEVIER SCIENCE LTD THE BOULEVARD, LANGFORD LANE, KIDLINGTON, OXFORD OX5 1GB, ENGLAND, (ISSN: 00380717)
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Agricola: IND90040505
2. GIOVANNOZZI SERMANNI G., D’ANNIBALE A., PORRI A., PERANI C. (1992). Depolymerization of water-soluble lignocellulose by mycelium, culture broths and phenol-oxidases of Lentinus edodes. Agro-Food Industry HI-TECH 3(6):39-42 TEKNOSCIENZE PUBL VIALE BRIANZA 22, 20127 MILANO, ITALY (ISSN: 1722-6996)
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3. BADIANI M., D’ANNIBALE, A., PAOLACCI A.R., MIGLIETTA F. (1993). The antioxidant status of soybean (Glycine max) leaves grown under natural CO2 enrichment in the field. Australian Journal of Plant Physiology 20(3): 275-284 CSIRO, Adelaide Australia (ISSN: 0310-7841)
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4. BADIANI M., PAOLACCI A.R., D’ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (1993). Antioxidants and photosynthesis in the leaves of Triticum durum L. seedlings acclimated to low non-chilling temperature. Journal of Plant Physiology, 142:18-24, Gustav Fischer Verlag, Jena Germania (ISSN: 0176-1617)
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5. GIOVANNOZZI SERMANNI G., D’ANNIBALE A., PORRI A., PERANI C. (1993). Biochemical characteristics of Lentinus edodes altered by different mixing rates of the solid substrate. Agricoltura Mediterranea 123: 191-199 (Pisa, Italia) ISSN: 0394-0438
6. BADIANI, M., PAOLACCI, A. R., D’ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Growth at low non-chilling temperature affect the the distribution of photosynthetic pigments and antioxidants along the leaf lamina of Triticum durum L. seedlings. Plant Physiology (Life Science Advance), 12: 61-70 (India) (ISSN: 0971-5118)
7. GIOVANNOZZI SERMANNI G., D’ANNIBALE, A,. PORRI A., PERANI C., PASTINA F., MINELLI V. VITALE N.S., GELSOMINO A. (1994). Characteristics of paper handsheets after combined biological pretreatment and conventional pulping of wheat straw. Tappi Journal 77(6): 151-157, TAPPI Press, Atlanta USA (ISSN: 0734-1415)
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8. DI LENA G., D’ANNIBALE A., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (1994) Influence of the age and growth conditions on the mycelial chitin content of Lentinus edodes. Journal of Basic Microbiology 34(1):11-16, Wiley VCH Berlino Germania (ISSN: 0233-111X)
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9. GIOVANNOZZI SERMANNI G., D’ANNIBALE A., DI LENA G., VITALE N.S., DI MATTIA E., MINELLI V. (1994). The production of exo-enzymes of Lentinus edodes and Pleurotus ostreatus and their use for upgrading corn straw. Bioresource Technology, 48(2): 173-178, ELSEVIER SCI LTD, THE BOULEVARD, LANGFORD LANE, KIDLINGTON, OXFORD OX5 1GB, OXON, ENGLAND (ISSN: 0960-8524)
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10. VINCIGUERRA V., D’ANNIBALE A., DELLE MONACHE G., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (1995). Correlated effect during the bioconversion of waste olive waters by Lentinus edodes. Bioresource Technology, 51, 221-226, ELSEVIER SCI LTD, THE BOULEVARD, LANGFORD LANE, KIDLINGTON, OXFORD OX5 1GB, OXON, ENGLAND (ISSN: 0960-8524)
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11. BADIANI, M., PAOLACCI, A. R., D’ANNIBALE, A., MIGNANEGO, I., FUMAGALLI, R. FUSARI, A., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1995). The effect of realistic ozone exposure on the biology and productivity of peach trees and durum wheat grown in open top chambers in Central Italy. Agricoltura Mediterranea (Special Issue), 125-139 (Pisa, Italia) (ISSN: 0394-0438)
12. GIOVANNOZZI SERMANNI G., D’ANNIBALE, A., VITALE N.S., PERANI C., PORRI A., MINELLI V. (1995). Paper biopulping of agricultural wastes by Lentinus edodes. American Chemical Society Symposium Series 618:339-351, ACS Press, Washington DC USA (ISSN: 0097-6156)
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13. BADIANI, M. D’ANNIBALE, A., PAOLACCI, A. R., FUSARI, A. (1996). Modifying the expression of antioxidants systems in transgenic plants. Agro Food Industry HI-TECH, 7(3-4): 21-26, Tecnoscienze, Italia (ISSN: 1722-6996)
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ISI Web of Science: A1996UM55100006
14. CRESTINI C., D’ANNIBALE A., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (1996). Aqueous plant extracts as stimulators of laccase production in liquid cultures of Lentinus edodes. Biotechnology Techniques, 10(4): 243-248 Chapman & Hall, Regno Unito, (ISSN: 0951-208X)
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Agricola: IND20512243
15. D’ANNIBALE A., CRESTINI C., DI MATTIA E., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (1996). Veratryl alcohol oxidation by manganese-dependent peroxidase from Lentinus edodes. Journal of Biotechnology 48: 231-239 ELSEVIER SCIENCE BV PO BOX 211, 1000 AE AMSTERDAM, NETHERLANDS (ISSN: 0168-1656)
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16. D’ANNIBALE A., CELLETTI D., FELICI M. DI MATTIA E., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (1996). Substrate specificity and properties of laccase from Lentinus edodes. Acta Biotechnologica 16(4): 257-270, WILEY-VCH Verlag GmbH & Co. KGaA, Weinheim Germany (ISSN: 1521-3846)
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17. GIOVANNOZZI SERMANNI G., CAPPELLETTO P., D’ANNIBALE A., PERANI C. (1997). Enzymatic pretreatment of non-woody plants for pulp and paper production. Tappi Journal 80(6): 139-144, TAPPI Press, Atlanta USA (ISSN: 0734-1415)
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18. PAOLACCI A.R., BADIANI M., D’ANNIBALE A., FUSARI A., MATTEUCCI G. (1997). Antioxidants and photosynthesis in the leaves of Triticum durum Desf. seedlings acclimated to non-stressing high temperature. Journal of Plant Physiology 150: 381-387, ELSEVIER GMBH, URBAN & FISCHER VERLAG JENA, GERMANY (ISSN: 0176-1617)
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19. VINCIGUERRA, V., D’ANNIBALE, A., GACS-BAITZ, E., DELLE MONACHE, G. (1997). Biotransformation of tyrosol by whole cell and cell-free preparation of Lentinus edodes. Journal of Molecular Catalysis Part B (Enzymatic) 3: 213-220 ELSEVIER SCIENCE BV, PO BOX 211, 1000 AE AMSTERDAM, NETHERLANDS, (ISSN: 1381-1177)
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ISI Web of Science: A1997XQ46800001
20. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., PERANI, C., PORRI, A., CAPPELLETTO, P.L., MONGARDINI, F. (1998). Agricultural residues plus waste paper: Biopulping makes it possible. Industria della Carta, 36(1): 20-27 TECNICHE NUOVE SPA VIA ERITREA 21 I-20157, MILANO (ISSN: 0019-7548)
21. D’ANNIBALE, A., CRESTINI, C., VINCIGUERRA, V., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1998). The biodegradation of recalcitrant effluents by a white-rot fungus. Journal of Biotechnology, 61, 209-218 ELSEVIER SCIENCE BV, PO BOX 211, 1000 AE AMSTERDAM, NETHERLANDS (ISSN: 0168-1656)
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22. GIOVANNOZZI SERMANNI G., CAPPELLETTO P.L., D’ANNIBALE A., MONGARDINI F., PERANI C., PORRI A. (1998). Lignocellulosic residues as cellulose sources for paper pulp blends. Fresenius Environmental Bulletin, 7, 108-113 (PSP Publishing Monaco, Germania) (ISSN 1018-4619)
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24. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., STAZI, S.R., CRESTINI, C., D'ANNIBALE, A. (1999). Fungal biodegradation of recalcitrant molecules in natural ecosystems. Mediterranean Magazine: Science, Training & Technology 2: 30-32 (CNR, Italia).
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26. CRESTINI C., D'ANNIBALE A., SALADINO R., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (2000). The Reactivity of Phenolic and non-Phenolic Residual Kraft Lignin Model Compounds with Mn(II)-Peroxidase from Lentinula edodes. Bioorganic Medicinal Chemistry 8(2):433-438, PERGAMON-ELSEVIER SCIENCE LTD, THE BOULEVARD, LANGFORD LANE, KIDLINGTON, OXFORD OX5 1GB, ENGLAND (ISSN: 0968-0896)
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27. STAZI S.R., D'ANNIBALE A., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (2001). Laccase-catalyzed removal of 2,4-dichlorophenol in the presence of polyethylene glycol. Fresenius Environmental Bulletin 10(2):226-229. PSP Publishing Monaco, Germania (ISSN: ISSN: 1018-4619)
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28. STAZI S.R, D’ANNIBALE A., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (2002). Kinetic behaviour and degradative capability of Lentinula edodes laccase isoenzymes with differently substituted chlorinated substrates. Fresenius Environmental Bulletin 11(9): 583-588, PSP Publishing Monaco, Germania (ISSN: 10184619)
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29. DURÁN N., ROSA M.A., D’ANNIBALE A., GIANFREDA L. (2002). Applications of laccases and tyrosinases (phenoloxidases) immobilized on different supports: a review. Enzyme Microbial Technology, 31(7), 907-931, Elsevier Science NC, 360 PARK AVE SOUTH, NEW YORK, NY 10010-1710 USA (ISSN: 0141-0229).
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30. FENICE M., GIOVANNOZZI SERMANNI G., FEDERICI F., D’ANNIBALE A. (2003) Submerged and solid-State production of laccase and Mn-peroxidase by Panus tigrinus on olive-mill wastewater-based media. Journal of Biotechnology, 100(1): 77-85. ELSEVIER SCIENCE BV PO BOX 211, 1000 AE AMSTERDAM, NETHERLANDS (ISSN: 0168-1656)
doi:10.1016/S0168-1656(02)00241-9
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ISI Web of Science: 000180289100008
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31. CASA R., D’ANNIBALE A., PIERUCCETTI F., STAZI S.R., GIOVANNOZZI SERMANNI G., LOCASCIO B. (2003). Reduction of the phenolic components in olive-mill wastewater and its impact on durum wheat (Triticum durum Desf.) germinability. Chemosphere 50: 959-966, Elsevier Science LANGFORD LANE, KIDLINGTON, OXFORD OX5 1GB, ENGLAND (ISSN: 0045-6535)
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32. D’ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M., FENICE F., FEDERICI F., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (2003). The residues of olive oil extraction process: Possible biotechnological approaches. La Chimica & L’Industria (RichMac Magazine) 85: 1-6, Società Italiana Chimici (Italia) (ISSN: 0009-4315).
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ISI Web of Science ID: 000187802800012
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34. D’ANNIBALE A., RICCI M., QUARATINO D., FEDERICI F., FENICE M. (2004). Panus tigrinus efficiently removes phenols, organic load and color from olive-mill wastewater. Research in Microbiology 155: 596-603, 69 ELSEVIER SCIENCE BV, PO BOX 211, 1000 AE AMSTERDAM, NETHERLANDS (ISSN: 0923-2508)
doi: 10.1016/j.resmic.2004.04.009
Scopus ID: 4143081761
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BREVETTI
Al fine di facilitare il reperimento e/o eventuale consultazione dei brevetti dello scrivente presso il sito UIBM - ufficio italiano brevetti e marchi (url: www.uibm.gov.it/), la lista sottostante è corredata anche del numero e data del brevetto oltre che del numero di domanda di deposito.
95. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., PERANI, C. PORRI, A. (1994). Procedimenti per la produzione di carta da stocchi di mais e da piante annuali in genere mediante biotrattamento. Domanda n° MI1994A001229, Brevetto n° 0001269885 del 15 aprile 1997 (Titolari: Consiglio Nazionale delle Ricerche /Università della Tuscia).
96. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., CAPPELLETTO, P. L., BALDO, R., PERANI, C., PORRI, A., D’ANNIBALE, A. (1996). Procedimento per la produzione di paste cartarie cellulosiche mediante biodelignificazione da masse vegetali, particolarmente di provenienza da kenaf, piante tessili, residui agricoli e simili, relativa apparecchiatura e paste cellulosiche così ottenute. Domanda N° MI1996A000160, Brevetto N° 0001282104 del 12 Marzo 1998 (Titolari: Consiglio Nazionale Delle Ricerche/Università Della Tuscia).
97. GIOVANNOZZI SERMANNI, CAPPELLETTO, P. L., BALDO, R., PERANI, C., PORRI, A., D’ANNIBALE, A. (1997). Process for the production of cellulose paper pulps by biodelignification of vegetable masses. European Patent (PCT/EP/00424) World Patent (WO97/28306)
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102. BADIANI , M., PAOLACCI, A.R., D’ANNIBALE, A., MIGLIETTA, F., RASCHI, A. (1997). Can rising CO2 alleviate oxidative risk for the plant cell ? Testing the hypothesis under natural CO2 enrichment. In “Plant Responses to Elevated CO2”, Raschi A., Miglietta, F., Tognetti, R., Van Gardingen, P.R. (eds), Cambridge University Press, Cambridge, UK, ISBN 0-521-58203 (hb), pp. 221-241.
103. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., CRESTINI, C., STAZI, S.R. (1998). The biodegradation of aromatic compounds by a white-rot fungus and related applications. Biotechnology & Bioengineering Research Signpost, 1, 191-202 Pandalai SG (ed.) Signpost, Trivandrum, India), ISBN 81-308-0127-2.
104. FEDERICI, F., D’ANNIBALE, A., QUARATINO, D., LEONARDI, M., RICCI, M., PERSI, L., MINCIONE, E., SALADINO, R., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., PETRUCCIOLI, M. (2002). Utilizzo di ceppi fungini nella degradazione di sostanze aromatiche (mono- e poli-cicliche). In “Soil Remediation Series I”, ed. Canepa, P., pp. 81-87, Poligrafica Venezia, [ISBN-88-88214-02-X].
105. PETRUCCIOLI, D., D’ANNIBALE, A. (2002). Ruolo dei funghi filamentosi nel biorisanamento di suoli contaminati. In “Soil Remediation Series II”, ed. Canepa P. & Fava, F., Poligrafica Venezia, [ISBN-88-88214-11-9].
106. D'ANNIBALE*, A., STAZI, SR, RICCI, M., MARABOTTINI, R., FALESIEDI G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (2003). Use of ligninolytic fungi and isolated enzymes to perform olive-mill wastewater detoxification. Recent Res. Develop. Biotechnology & Bioengineering, 5, 13-27, Research Signpost, Trivandrum India, ISBN 81-271-0011-0.
107. D’ANNIBALE, A., LEOPARDI, V., RICCI, M., ROSETTO, F., MINCIONE, E., FEDERICI, F., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., PETRUCCIOLI, M. (2004). Uso di funghi nel biorisanamento di suoli contaminati da sostanza aromatiche (mono- e poli-cicliche). In “Soil Remediation Series”, vol. IV, ed. Canepa, P., Poligrafica Venezia, [ISBN 88-88214-15-1].
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110. BADIANI, M., PAOLACCI, A. R., D’ANNIBALE, A., SCHENONE, G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1992). An ozone fumigation experiment on peach trees enclosed in open-top chambers in Central Italy : Experimental set-up and some preliminary results. CEE Air Polllution Research Report 46, Effect of Air pollution on Agricultural crops in Europe, 23-25 Novembre, Trevuren, Belgium, 471-474.
111. PETROVICOVA, B., VITALE, N.S., ARTEMI, F., D’ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Radical reactions induced by polyphenoloxidases for metolachlor degradation in plant materials. Med. Fac. Landbouwv Universiteit Gent, 58(4a), 1807-1810 (Gent, Belgio).
112. VINCIGUERRA, V., D’ANNIBALE, A., DELLE MONACHE, G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Degradation and biotransformation of phenolic compounds from waste olive waters by the white-rot basidiomycete Lentinus edodes. Med. Fac. Landbouwv Universiteit Gent, 58(4a), 1811-1814 (Gent, Belgio).
113. BADIANI, M., PAOLACCI, A.R., D’ANNIBALE, A., BIGNAMI, C., FUMAGALLI, I., FUSARI, A. , MATTEUCCI, G., MIGNANEGO, L., ROSSINI, F., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). The effect of realistic ozone exposure on the biology and productivity of peach trees and durum wheat grown in open-top chambers in Central Italy. UN-ECE Workshop Report, Fuhrer, J., Acherman, B. (eds), Liebefeld-Bern , Svizzera, pp. 270-275.
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124. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., CAPPELLETTO, P.L., PERANI, C., PORRI, A., FALESIEDI, G., D’ANNIBALE, A., MARABOTTINI, R., STAZI, S.R. (2002). Improvement of properties of recycled waste papers by enzyme treatments and addition of annual plant virgin fibers. Proceedings of Workshop COST E 23 “Biotechnology for improving pulp and paper processing”, 28-29 November, Grenoble, pp. 1-8.
125. MARABOTTINI, R., CIAFFI, M., D’ANNIBALE, A., PAOLACCI, A.R., BADIANI, M., RICCI, M., PORCEDDU, E., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (2002). Molecular characterization of gene sequences coding for laccase in Lentinula edodes NRRL 22663. Proceedings of Workshop COST E 23 “Biotechnology for improving pulp and paper processing”, 28-29 November, Grenoble, pp. 1-8.
126. QUARATINO, D., FEDERICI, F., D’ANNIBALE, A., CASCELLA, F., FENICE, M. (2003). Different biological pretreatments and olive mill wastewater dephenolation by Panus tigrinus. Proceedings of the Second European Bioremediation Conference, Chania, Creta, 30/6-4/7.
127. D’ANNIBALE, A., RICCI, M., LEONARDI, V., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., FEDERICI, F., PETRUCCIOLI, M. (2003). Degradation of aromatic hydrocarbons by filamentous fungi in heavy metal-contaminated soils. Proceedings of the Second European Bioremediation Conference, Chania, Creta, 30/6-4/7.
128. BALDI F., LEONARDI V., D’ANNIBALE A., PICCOLO A., ZECCHINI F. e PETRUCCIOLI M. (2005). Integrated approach of a previous metal removal from a historical contaminated soil followed by organic pollutant biodegradation. Electronic Proceedings of the 3rd European Bioremediation Conference, Chania (Crete) Paper 180 Luglio 4-7.
129. CROGNALE S., D’ANNIBALE A., FEDERICI F., FENICE M., QUARATINO D. E M. PETRUCCIOLI. (2005). Possible biotechnological approaches to the treatment of olive-oil mill wastewaters. Electronic Proceedings of the 3rd European Bioremediation Conference, Chania (Crete) Paper 189, Luglio 4-7.
130. D’ANNIBALE A., BROZZOLI, S. CROGNALE, A.M. GALLO, M. PETRUCCIOLI e F. FEDERICI (2005). Optimization by response surface methodology of fungal lipase production on olive mill wastewaters. Proceedings of the 3rd European Bioremediation Conference, Chania (Crete) Paper 180, Luglio 4-7.
131. QUARATINO D., PETRUCCIOLI M., FEDERICI F. D’ANNIBALE, A. (2005). Panus tigrinus: a valuable fungus for decontamination purposes of both wastewaters and solid wastes. International Conference “Protection and Restoration of the Environment VIII”, Chania 3-7 Luglio.
132. GIUBILEI MA, FEDERICI E, LEONARDI V, FEDERICI F, D'ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M (2008). Panus tigrinus bioaugmentation of a historically contaminated soil enhances bioremediation and affCFU bacterial community structure and function. In: Electronic proceedings of 4th European Bioremediation Conference. Chania (Crete), 3-6 Settembre, CHANIA: Kalogerakis Nikolas, p. ID paper 67
133. LEONARDI V, GIUBILEI MA, FEDERICI E, SASEK V, NOVOTNY C, D'ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M. (2008). Effect of mobilizing agents on mycoremediation and impact on indigenous microflora. In: Electronic proceedings of 4th European Bioremediation Conference. Chania (Crete), CHANIA: Kalogerakis Nikolas, p. paper ID 183,
134. SAMPEDRO I, MARINARI S, OCAMPO JA, GARCIA-ROMERA I, PETRUCCIOLI M, FEDERICI F, D'ANNIBALE A. (2008). The use of immobilized white-rot fungi reduces time requirements and improves detoxification of two-phase dry olive mill residue. In: Electronic proceedings of 4th European Bioremediation Conference ID paper 71, , Chania (Grecia), 3-6 Settembre. Chania (Crete), 3-6 Settembre, CHANIA: Kalogerakis Nikolas, p. Paper ID71.
135. PETRUCCIOLI M, FEDERICI F, D’ANNIBALE A. (2009). Microbial production of enzymes on olive mill wastewater. Atti estesi di Ecomondo, 28-31/10 Rimini, Maggioli ed. Pp., 406-411 [ISBN 978-88-387-5360-1].
136. SAMPEDRO I, SILES JA, DÍAZ R, GARCÍA-SÁNCHEZ M, OCAMPO JA, GARCÍA-ROMERA J, GIUBILEI M, FEDERICI E, FEDERICI F, PETRUCCIOLI M, D’ANNIBALE A. (2009) Effect of olive mill wastes on the microbial ecology of soil. Atti estesi di Ecomondo, 28-31/10 Rimini, Maggioli ed. pp., 446-451 [ISBN 978-88-387-5360-1].
137. PETRUCCIOLI M., BROZZOLI V, GALLO AM, FEDERICI F, D’ANNIBALE A., TERRAMOCCIA S., BARTOCCI S. (2009) Possible use of white-rot fungi to upgrade virgin stoned olive pomace for animal feeding. Atti estesi di Ecomondo, 28-31/10 Rimini, Maggioli ed. pp., 479-484 [ISBN 978-88-387-5360-1].
138. D’ANNIBALE A., MORESI M., PETRUCCIOLI M., RUZZI M., CALISTI S. CROGNALE S., SANTI G., VALENTINI R. (2011). Bioethanol production from xerophilic Tamarix: chemical characterization and performance of hydrolysis and fermentation steps. Proceedings Book of Italic 6. Science and Technology of Biomasses: Advances and challenges, pp. 157-160, Viterbo 5-8 Settembre ISBN 978-88-95688-65-7.
139. COVINO S, D'ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M, GERMINIANI E, BATTAGLIA A, BELFANTI P (2011). Bioremediation of a soil hystorically polluted by crude oil: treatability test using filamentous fungi. In: Electronic Proceedings V European Bioremediation Conference. Chania, 03-07/07/2011, CHANIA, p. ID-095
140. SANTI G, CROGNALE S, D'ANNIBALE A. (2011). Conversion of food processing lignocellulosic residues into fermentable sugars for bioethanol production In: Electronic Proceedings of V European Bioremediation Conference. Chania, 03-07/07/2011, CHANIA, p. ID-096.
141. STELLA T, PETRUCCIOLI M, FEDERICI F, D'ANNIBALE A. (2011). Detoxification and valorization of the high molecular weight fraction of olive mill wastewater via its use as a substrate for fungal fermentation. In: Electronic Proceedings of V European Bioremediation Conference. Chania, 03-07/07/2011, CHANIA, p. ID-097.
142. SAMPEDRO I., FEDERICI F., D’ANNIBALE A., GARCIA ROMERA I., OCAMPO J.A., SILES J.A., PETRUCCIOLI M. (2010). Upgrading via fungal fermentation of aqueous extracts from dry olive mill residue. Electronic Proceedings of the 2nd International Conference of IAMAW, Izmir 16-19 Giugno, pp. 46-54.
143. COVINO S., D’ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M, GERMINIANI E, BATTAGLIA A., BELFANTI P (2011). Bioremediation of a Soil Historically Contaminated by Crude Oil: Treatability Test Using filamentous Fungi , in: H.V. Rectanus and R. Sirabian (Chairs), Bioremediation and Sustainable Environmental Technologies—2011.International Symposium on Bioremediation and Sustainable Environmental Technologies (Reno, NV; June 27–30, 2011). ISBN 978-0-9819730-4-3, Battelle Memorial Institute, Columbus, OH. www.battelle.org/biosymp B-06
144. SANTI G., D’ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M., RUZZI M., CALISTI S. CROGNALE S., VALENTINI R., MORESI M. (2011). Hydrolysis of saline crop (Tamarix jordanis) slurrris using a novel lab-scale direct steam injection apparatus. Proceedings Book of Italic 6. Science and Technology of Biomasses: Advances and challenges, pp. 157-160, Viterbo 5-8 Settembre ISBN 978-88-95688-65-7.
145. GARCÍA DELGADO C.; D'ANNIBALE A.; PESCIAROLI L.; YUNTA MEZQUITA F.; CROGNALE S.; PERTUCCIOLI M.; EYMAR ALONSO E. (2015). Use of spent mushroom substrate (Agaricus bisporus) in bioremediation of historically contaminated soil: PAH biodegradation and soil detoxification. International Conference on Solid Waste 2015. Knowledge Transfer for Sustainable Resource Management, 19-22 May, Hong Kong.
146. CAROTA E, PETRUCCIOLI M, GALLO AM, CROGNALE S & D’ANNIBALE A. A Comparative Study of Oleaginous Yeasts Response to Different Agro-Industrial Wastes. In: Eugenia J. Olguín and Joan García, Proceedings of 10th ISEB Conference. p. 462-463, Universitat Politècnica de Catalunya - BarcelonaTech Jordi Girona, ISBN: 978-84-608-6277-2, Barcelona, 1-3 June 2016
147. D’ANNIBALE, A., CROGNALE, S., PESCIAROLI, L., CALONZI, D., PETRUCCIOLI, M., LIUZZI, F., DE BARI, I. (2018). Cynara cardunculus a novel substrate for solid-state cellulases production and sugar hydrolysates (Conference Paper). European Biomass Conference and Exhibition Proceedings Volume 2018, Issue 26thEUBCE, May 2018, Pages 1189-1192 ISSN: 22825819 Scopus ID: 2-s2.0-85051023559

Atti estesi a congressi nazionali
148. D’ANNIBALE*, A., PORRI, A. PERANI, C., GELSOMINO, A. GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1992). Screening e frazionamento di attivita’ lignocellulolitiche di Lentinus edodes cresciuto in condizioni solid-state per applicazioni biotecnologiche. Atti X Convegno SICA, 15-18 Sett. Roma, vol. I, pp. 41-46.
149. PETROVICOVA*, B. VITALE, N., ARTEMI, F., D’ANNIBALE, A., FELICI, M., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1992). Radical reactions induced by polyphenoloxidase for pesticides degradation in plant materials. Atti X Conv. SICA, 15-18 Sett. Roma, vol. II, pp. 59-66.
150. BADIANI, M., D’ANNIBALE, A., PAOLACCI, A.R., GIOVANNOZI SERMANNI, G. (1992). Efficienza fotosintetica ed antiossidanti fogliari in Triticum durum L. Effetto della temperatura di allevamento ed influenza dell’eta` fogliare. X Conv. SICA, 15-18 Sett., Roma, vol. I, pp. 23-30.
151. VINCIGUERRA, V., D’ANNIBALE*, A., DELLE MONACHE, G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Biotrasformazione della frazione fenolica presente nelle acque di vegetazione ad opera del fungo ligninolitico Lentinus edodes. XI Conv. SICA, 21-24 Sett. Cremona, pp. 703-711 (Patron, Bologna).
152. PAOLACCI, A.R., BADIANI, M., D’ANNIBALE, A., PERANI, C., PORRI, A., BIGNAMI, C., MIGNANEGO, L., FUMAGALLI, I., LORENZINI, G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Esposizione di specie agrarie.allevate in serre a cielo aperto a dosi realistiche di ozono. Effetti ecofisiologici e produttivi. XI Convegno SICA, Cremona 21-24 Sett., pp. 352-360 (Patron Bologna).
153. VINCIGUERRA*, V., D’ANNIBALE, A., DELLE MONACHE, G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1994). Correlazione tra gli effetti osservati su acque reflue di frantoio dopo trattamento con miceli ligninolitici. Atti XII Convegno SICA, 19-21 Sett., Piacenza, pp. 461-468 (Patron, Bologna).
154. D’ANNIBALE, A.; GIOVANNOZZI-SERMANNI, G. ; STAZI, S.R. ; VINCIGUERRA, V . Proprieta` cinetiche di laccasi immobilizzata covalentemente su chitosano. Atti XV Convegno Nazionale Società Italiana di Chimica Agraria, Viterbo, 28-9/01-10- 1997, Viterbo, pp. 405-412 (Patron Bologna).
155. D’ANNIBALE, A.; GIOVANNOZZI-SERMANNI, G. ; STAZI, S.R. ; VINCIGUERRA, V . Immobilizzazione enzimatica ad un supporto acrilico contenente gruppi ossiranici. XV Convegno Nazionale Società Italiana di Chimica Agraria, Viterbo, 28-9/01-10- 1997, Viterbo, pp. 399-404 (Patron, Bologna).
156. D’ANNIBALE*, A., CRESTINI, C., STAZI, S.R., MOSCATELLI, C., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1997). Trattamento di acque reflue di frantoio con un fungo ligninolitico immobilizzato ad un supporto poliuretanico. Atti XV Convegno SICA, Viterbo, 28/9-01/10, pp. 391-398 (Patron Bologna).
157. GIOVANNOZZI-SERMANNI, G.; FEDERICI F., FENICE M., STAZI, S.R. ; VINCIGUERRA, V ; D’ANNIBALE, A. (1999). Efficienza delle bioconversioni di acque di vegetazione in fase omogenea ed eterogenea sul rilascio di esoenzimi. Atti XVII Convegno Nazionale Società Italiana di Chimica Agraria, Portoferraio, 29 settembre-1 ottobre, pp. 173-180.
158. GREGO, S., MOSCATELLI, M.C., DI TIZIO, A., D’ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., GIGLIOTTI, G., BUSINELLI, M. (2001). Proprietà biologiche e chimiche di suoli dopo l’applicazione delle acque di vegetazione dei frantoi oleari. Atti XIX Convegno Nazionale Società italiana Chimica Agraria. Reggio Calabria, 25-28 Settembre, pp. 69-76 [ISBN88-900459-2-2].
159. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., CAPPELLETTO, P.L., D’ANNIBALE A., BADIANI, M., PERANI, C., PAOLACCI, R., STAZI, S.R., MARABOTTINI, R., BRIZZI, M. (2001). Valutazione delle proprietà tecnologiche di paste ad alta resa ottenute da pioppi transgenici. Atti XIX Convegno Nazionale Società italiana Chimica Agraria. Reggio Calabria, 25-28 Settembre, pp. 237-244 [ISBN88-900459-2-2].
160. D’ANNIBALE, A., LEONARDI, V., ROSETTO, F., RICCI, M., MINCIONE, E., FEDERICI, F., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., PETRUCCIOLI, M. (2003). Uso di funghi flamentosi nella degradazione di sostanze aromatiche (mono- e policicliche) in suoli storicamente contaminati e ricchi in metalli pesanti. Atti Convegno Ecomondo , 22-25 Ottobre, Rimini pp. 133-137 (ISBN 88.387.3106.3).
161. D’ANNIBALE, A., LEOPARDI, V., MINCIONE, E., FEDERICI, F., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., PETRUCCIOLI, M. (2004). Bioaugmentation con funghi filamentosi nel risanamento di suoli contaminati. Atti Convegno Ecomondo, 3-6 Novembre, Rimini Italia, pp. 215-221 (ISBN 88.387.3157.8).
162. QUARATINO D, FEDERICI F., STAZI S.R., FENICE M., D’ANNIBALE A. (2005). Un approccio multi-fattoriale alla produzione di perossidasi fungine e successiva verifica in fermentatore. Convegno Società Italiana Chimica Agraria (SICA), Torino, pp. 103-110 [ISBN:978-88-902754-0-15331-205860].
163. D’ANNIBALE A., PETRUCCIOLI M., FEDERICI F., LEONARDI V., MINCIONE E., QUARATINO D., STAZI S.R., GIOVANNOZZI SERMANNI G. (2005). Micorisanamento “ex situ” di un suolo storicamente contaminato da idrocarburi aromatici. Convegno SICA 2005, Torino, pp. 55-62 [ISBN:978-88-902754-0-15331-205860].
164. SAMPEDRO I., GREGO S., MARINARI S., OCAMPO J.A., GARCIA-ROMERA I., STAZI S.R., D’ANNIBALE A. (2006). Trattamento biologico del residuo solido proveniente dagli impianti di estrazione dell’olio di oliva a due fasi. Convegno SICA Sassari 1-4 Ottobre, pp. 347-353.
165. LEONARDI V., PETRUCCIOLI M., ŜAŜEK V., FEDERICI F., NOVOTNY C., STAZI S.R., D’ANNIBALE A. (2006). Uso di agenti solubilizzanti nel micorisanamento di un suolo contaminato “ad hoc” con idrocarburi policiclici aromatici. Convegno Sica 1-4 Ottobre Sassari, pp. 340-346.
166. GARCÍA-DELGADO C; D’ANNIBALE A, PESCIAROLI L; YUNTA F; CROGNALE S; PETRUCCIOLI, M; EYMAR E (2014). Uso di compost spento da champignon (Agaricus bisporus) nel biorisanamento di suoli storicamente contaminati: un approccio sostenibile. Ecomondo 5-8 Novembre Rimini Fiera Abstract Book, Maggioli Editore (Ravenna, Italia), pp. 570-575 (ISBN: 978-88-916-0850-5).
167. CAROTA E., PETRUCCIOLI M., GALLO A.M., CROGNALE S., D’ANNIBALE A (2017). Bioconversion of Citrus Wastes Into Lipids By Zygomycetes. Conference Abstract Book-9th International Conference on Environmental Engineering And Management – Iceem09”, Ecozone Publishing House (IASI, Romania), ISSN 2457-7049 Bologna, 6 - 9 Settembre 2017, Pages: 277-279.

ABSTRACT DI CONGRESSI
168. GREGO, S., D’ANNIBALE, A. LUNA, M., NANNIPIERI, P. (1988). Preparation of synthetic humic pronase complexes. IV Int. Meeting IHSS, 3-7 Ottobre, Matalascanas Spagna.
169. GARZILLO, A.M., BURLA, G., D’ANNIBALE, A., DI PAOLO, S. LUNA, M. (1990). Caratterizzazione di zimi fungini e loro attivita’ su materiale lignocellulosico. VII Convegno SICA, Bari, 25-27 Settembre, pp. 107-108.
170. GIOVANNOZZI SERMANNI, G. PORRI, A., D’ANNIBALE, A. PERANI, C. (1991). Lentinus edodes metabolism at different mixing rates of the solid substrate. X conv. Soc. Gen. Microbiol., Viterbo, 9-12 Ottobre, 65-66.
171. BADIANI, M., D’ANNIBALE, A., PAOLACCI, A.R., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1992). The antioxidant status of soybean (Glycine maximum Merrill) leaves grown under natural CO2 enrichment in the field. Proc. III Int. Symp. Gaseous Pollutants and Plant Metabolism, Blacksburg, VA, 13-16 Giugno.
172. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., PORRI, A., PERANI, C., PASTINA, F., MINELLI, V., GELSOMINO, A., VITALE, N.S. (1993). Technical characteristics of straw paper after biopulping with Lentinus edodes. VI Eur. Cong. Biotechnol., Firenze, 13-17 Giugno, vol IV, TH301.
173. D’ANNIBALE, A., DI LENA, G., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Assessment of the chitin assay as an useful biomass parameter in solid-state fermentation of Lentinus edodes. VI Eur. Cong. Biotechnol., Firenze, Giugno 13-17, vol III, WE292.
174. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., DI LENA, G., VITALE, N., DI MATTIA, E. (1993). Exoenzymes production and plant cell degradation by Lentinus edodes and Pleurotus ostreatus in solid-state fermentation conditions on corn straw. IEA Symposium on Biotechnology for the Conversion of Lignocellulosics. 6-9 Giugno Helsinky.
175. BADIANI, M., MATTEUCCI, G., PAOLACCI, A.R., D’ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1993). Exposure of peach trees to realistic ozone pollution in open top chambers. Effect on the foliar photosynthesis and on chlorophyll fluorescence parameters. Int. Workshop on Ecophysiology and Genetics of Trees and Forests in a Changing Environment. 23-30 Maggio, Viterbo, pp. 32-33.
176. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., PERANI, C., PORRI, A., PASTINA, F. MINELLI, V., VITALE, N., GELSOMINO, A. (1993). Influence of biological pretreatment of wheat straw with crude enzymic extracts of Lentinus edodes on the pulping process. FEMS Symp. on Lignin Degradation, 13-15 Aprile, 249-250.
177. CRESTINI, C. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A. (1994). Isolamento ed apertura ossidativa di composti aromatici tramite impiego del fungo Lentinus edodes. Giornate di Chimica delle Sostanze Naturali, 29 Maggio-1 Giugno Amalfi, P. 34.
178. D’ANNIBALE*, A. CRESTINI, C. VINCIGUERRA, V., MOSCATELLI, C. GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1996). Trattamento aerobio di acque di frantoio con micelio immobilizzato di Lentinus edodes. I Cong. Naz. Consorzio Chimica per l’Ambiente, Ferrara, 26-28 Febbraio, Comunicazione Orale C38.
179. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D’ANNIBALE, A., CRESTINI, C., PERANI, C., DI PIETRO, A. (1996). Produzione di materie prime da residui lignocellulosici. I Cong. Naz. Consorzio Chimica per l’Ambiente, Ferrara, 26-28 Febbraio, Poster P9.
180. STAZI, S.R.; D’ANNIBALE, A. ; GIOVANNOZZI-SERMANNI, G.; VINCIGUERRA, V. (1997). Immobilizzazione dell’enzima laccasi su chitosano per trattamenti ripetuti di reflui contenenti polifenoli. IV Convegno Nazionale “Giornate di Chimica delle Sostanze Naturali”, Societa` Chimica Italiana Divisione di Chimica Organica, Salerno 24-26/ 9/1997, P6.
181. D’ANNIBALE, A.; GIOVANNOZZI-SERMANNI, G. ;STAZI, S. (1997). Specificita` di substrato e ruolo dei chelanti nell’attivita` manganese perossidasica di Lentinus edodes. IV Convegno Nazionale “Giornate di Chimica delle Sostanze Naturali”, Societa` Chimica Italiana Divisione di Chimica Organica, Salerno 24-26/ 9/1997, P7.
182. STAZI S.R.; D’ANNIBALE, A.; GIOVANNOZZI-SERMANNI, G. (1999). Polyethylene Glycol Enhances Chlorophenols Removal by Laccase from Lentinula edodes. International Conference “Enzyme in the Environment”, 12-15 July Granada, Spain, 102.
183. FENICE M., D'ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI, G., FEDERICI, F. Production of laccase, Mn-peroxidase and lipase by submerged and solid-state fermentation of Panus tigrinus on olive-mill wastewater (1999). International Conference “Enzyme in the Environment”, 12-15 July Granada, Spain, pp. 96.
184. STAZI, S.R.; D’ANNIBALE, A.; VINCIGUERRA, V ; GIOVANNOZZI-SERMANNI, G. (1999). Dephenolization of Olive-Mill Wastewater by Immobilized Laccase from Lentinula edodes. International Conference “Enzyme in the Environment”, 12-15 July Granada, Spain, pp.102.
185. D'ANNIBALE, A., STAZI, S.R., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. Laccase-catalyzed removal of 2,4-dichlorophenol in the presence of an additive. (1999). Envirnomental Pollution and its Impact on Life in the Mediterranean Region. 10th MESAEP, Mediterranean Scientific Association of Environmental Protection. 5-8 October Alicante, Spain, pp. 102.
186. STAZI, S.R., D’ANNIBALE A., ROSSI, L., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (1999). Removal of mono- and polychlorinated phenols by laccase from white–rot fungus Lentinula edodes. 4th International Symposium on Biocatalysis and Biotrasformations, Biotrans ’99, Giardini Naxos-Taormina (Italy), September 26 - October 1, P. 42.
187. STAZI, S.R., D’ANNIBALE, A., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (2001). Ottimizzazione di un trattamento defenolante sulle acque reflue di frantoio mediante analisi delle superfici di responso. Libro degli Abstracts XIX Convegno Nazionale Società italiana Chimica Agraria. Reggio Calabria, 25-28 Settembre, pp. 134.
188. STAZI, S.R., D’ANNIBALE, A., FENICE, M., FEDERICI, F., PETRUCCIOLI, M., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (2001). Aerobic Treatment of olive-mill wastewater by the white-rot fungus Panus tigrinus. 11th International Symposium on Environmental Pollution and its impact on the Mediterranean Region (MESAEP), Cipro, 6-10 Ottobre, E-36.
189. GIOVANNOZZI SERMANNI, G., D'ANNIBALE, A., CAPPELLETTO, P.L., BRIZZI, M., BADIANI, M., STAZI, SR, MARABOTTINI, R. Paper-making capacity of COMT- and CAD-down-regulated poplar clones. Congresso Nazionale Piano Finalizzato Biotecnologie, Genova, 28-30 Giugno, pp. 143.
190. R. CASA, A. D'ANNIBALE, R. MARABOTTINI, F. PIERUCCETTI, S.R. STAZI, G.GIOVANNOZZI SERMANNI, B. LO CASCIO. (2002). Laccase-catalyzed removal of phenolics in olive-mill wastewater and impact on durum wheat germinability. V Congresso INCA, Tunisi 26-28 Giugno, pp. 166.
191. MARABOTTINI, R., CIAFFI, M., D’ANNIBALE, A., PAOLACCI, A.R., BADIANI, M., GIOVANNOZZI SERMANNI, G, PORCEDDU, E. (2002). Caratterizzazione molecolare di sequenze geniche codificanti per laccasi in Lentinula edodes NRRL 22663. Convegno SICA , 24-27 Settembre, Padova, pp. 30.
192. D'ANNIBALE, A., CASA, R., RICCI, M., PIERUCCETTI, F., STAZI, S.R., MARABOTTINI, R., GIOVANNOZZI SERMANNI, G., LO CASCIO, B. (2002). Rimozione enzimatica di composti aromatici monociclici in acque di vegetazione ed impatto sulla germinabilità di grano duro. Convegno SICA, 24-27 Settembre Padova, pp. 36.
193. MARABOTTINI, R., D’ANNIBALE, A., RICCI, M, STAZI, S.R., GIOVANNOZZI SERMANNI, G. (2002). Olive-mill wastewater treatment by Arthrobacter sp. strains. V Congresso INCA, Tunisi, 26-28 Giugno, pp. 241.
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